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Doccia gelata sul mattone italiano


La primavera del mattone italiano, con compravendite in aumento e prezzi in ripresa, rischia di sfiorire molto rapidamente in un anticipo d’autunno ora che la Bce sembra aver intrapreso con decisione un percorso di normalizzazione dei tassi di interesse.

Primavera freddina tra l’altro, visto che il mercato nostrano non ha mai raggiunto i livelli esuberanti osservati nel resto dell’eurozona, come nota l’ultimo Bollettino economico della Banca d’Italia.

Ancora nel primo trimestre 2022, prima quindi che arrivassero i segnali di restrizione monetaria, le compravendite erano cresciute dello 0,9 per cento, proseguendo la tendenza espansiva inziata nella metà del 2020. I prezzi hanno osservato una crescita del 4,6 per cento, in termini tendenziali, in aumento rispetto al 4 per cento del trimestre precedente, con corsi in crescita sia per il nuovo che per l’usato. Un rialzo ben al di sotto – circa dieci punti – rispetto a quello osservato in Europa, ma comunque ragguardevole, visto che proveniamo da un lungo periodo di prezzi stagnanti.

Adesso le prospettive sembrano meno rosee. Già per il secondo trimestre gli agenti che hanno partecipato al sondaggio congiunturale di Bankitalia sul settore immobiliare erano meno ottimisti. Vuoi per i rincari osservati nel mattone, che iniziano ad essere giudicati eccessivi, vuoi per la crisi indotta dalla guerra, la domanda inizia a freddarsi e adesso, con la politica monetaria divenuta guardinga, i tassi dei mutui sono destinati a crescere e con essi il costo per l’acquisto di una abitazione. E’ stato bello finché è durato, si potrebbe dire. Ma forse neanche così bello.