Etichettato: spesa per personale militare al’interno della nato
Spesa militare e crescita: il caso della Polonia

Sempre per capire di cosa parliamo, quando parliamo di aumento della spesa militare, vale la pena leggere un breve approfondimento che il Fmi ha dedicato alla Polonia, che negli ultimi anni ha visto crescere significativamente la spesa militare e ormai si colloca in cima a quella Ue, sia in percentuale su Pil, sia per la quantità di forza lavoro impiegata nel settore all’interno dell’alleanza atlantica.

Questo notevole sforzo economico ha avuto un’accelerazione all’indomani del conflitto russo-ucraino, anche perché la Polonia è stata una grande donatrice di materiale bellico ai resistenti ucraini, col risultato che ha dovuto riempire nuovamente gli arsenali, una volta svuotati. E per farlo, non disponendo di capacità produttiva interna significativa, ha dovuto fare molte importazioni, principalmente dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud.
In termini economici ciò ha comportato che il significativo aumento della spesa militare, passata dal 2,2 al 4,5% del pil fra il 2022 e il 2025, arrivando a 46,7 miliardi, abbia generato un flusso notevole di importazioni – circa l’80% della spesa capitale complessiva – che ha finito con l’avere un effetto assai modesto sul pil, essendo com’è noto le importazioni un fattore che impatta negativamente sulla crescita.
Oltre alla spesa capitale per il rinnovo degli equipaggiamenti – passata dallo 0,7% al 2,4% del pil – la Polonia ha visto crescere notevolmente anche la spesa corrente correlata all’aumento del personale impiegato nelle forze armate. Quest’ultimo è passato dai 116.200 addetti del 2020 ai 233.800 del 2025. Ciò ha generato un aumento della spesa per salari dallo 0,9 all’,12% del pil. Al momento la Polonia ha il numero più elevato di personale impiegato nelle forze armate in Europa.
Gli effetti modesti sul pil, misurati in termini di crescita, si confrontano con quello che ha avuto sul pil in termini di debito, che invece sono stati rilevanti. La spesa pubblica è cresciuta del 6,5% fra il 2021 e il 2025 e 2 punti di questo aumento è stato determinato proprio dalla spesa militare. Potendo contare su un rapporto debito/pil basso, il paese ha finanziato questo notevole sforzo tutto a deficit.

Questa espansione fiscale (linea blu del grafico sopra), si è associata a un drastico aumento dei tassi d’interesse, cresciuti per frenare l’eccesso di domanda interna che stava scaldando i prezzi.
Lo schema, in sostanza, è sempre il solito. La spesa militare cambia gradualmente il volto della società e stimola l’indebitamento pubblico perché nessun governo vuol far pagare più tasse ai cittadini per comprare armi. Di conseguenza i paesi che hanno spazio fiscale riescono a gestire in qualche modo questa espansione, senza grandi effetti positivi sulla crescita. Chi non ha questo spazio, deve tagliare altrove, se vuole aumentare la spesa militare. Se vi fischiano le orecchie il motivo è questo.
