Etichettato: star system e tassi d’interesse

Il lunghissimo XIX secolo (1870-2020). 150 anni di globalizzazione: bici, star system e tassi d’interesse


E’ consuetudine molto diffusa fra gli studiosi, specie di formazione storica, considerare come due periodi distinti il grande movimento di globalizzazione iniziato dopo il conflitto franco-prussiano del 1870, e idealmente concluso con la guerra del 1914, e la globalizzazione iniziata nel secondo dopoguerra che dura fino ad oggi. La tesi che qui si sostiene è diversa. Ossia che ci troviamo all’interno di una lunga globalizzazione che dura da 150 anni, pure se in maniera multiforme.

La prima guerra mondiale, che chiameremo prima guerra globale, è la conferma che la grande internazionalizzazione che si fa cominciare nella seconda metà del XIX secolo è proseguita anche negli anni del conflitto, pure se in una forma diversa da quella “pacifica”, e anche nel ventennio successivo, malgrado la frattura delle relazioni internazionali che toccò l’apice negli anni ‘30 del secolo XX. Frattura che infatti condusse a un altro conflitto globale che si concluse con la divisione del mondo in due blocchi, corrispondenti a due diverse globalizzazioni, spesso interlacciate per il tramite di conflitti locali, che furono lo scenario visibile della terza guerra globale per fortuna “fredda”. Queste due internazionalizzazioni concorrenti trovarono il luogo della loro composizione negli organismi internazionali, che si svilupparono vigorosamente proprio a partire dal secondo dopoguerra sul modello della Società delle Nazioni del primo dopoguerra, non certo a caso.

Le due globalizzazioni del secondo dopoguerra si sono fuse nella globalizzazione attuale, di marca americana, che affonda le sue radici nel mondo della Belle Époque. Possiamo vederlo osservando alcuni innovazioni emerse in quel periodo che durano fino ad oggi senza essersi mai interrotte. Ne abbiamo scelto tre, come semplice saggio: l’invenzione della bicicletta, dello star system e l’innescarsi della tendenza, non a caso definita secolare, del declino dei tassi di interesse, cartina tornasole di una economia sempre più politica, ossia manovrata dai governi, che proprio 150 anni fa crea le sue premesse. Ovviamente non sono le sole innovazioni emerse allora che durano fino ai nostri giorni. Ma bastano a dare un’idea.

Questo saggio evoca già dal titolo il Lungo XIX secolo teorizzato da Eric Hobsbawm e declinato in una splendida trilogia di alcuni anni fa, e Il Lungo XX secolo a cui il nostro Giovanni Arrighi dedicò un volume un trentennio fa. 

Di questi grandi scrittori l’autore è debitore e con loro condivide il pensiero che spesso i secoli siano molto più lunghi di quanto dica il calendario. Ma mentre lo storico inglese teorizza la fine del XIX secolo nel 1914, e da qui fa partire Il secolo breve concluso nel 1991, altra straordinaria opera storica, e il sociologo italiano ritrova gli schemi del XX secolo nella storia degli ultimi tre, qui si sostiene che il XIX secolo sia stato assai più lungo di quanto pensasse Hobsbawm, e che il XX secolo non sia stato affatto lungo, né breve. Per certi versi, anzi, potremmo dire che il XX secolo non sia mai cominciato. Almeno se consideriamo un nuovo secolo come una epoca nuova.

Da questo punto di vista, alcuni eventi recenti lasciano pensare che il XX secolo inizierà direttamente nel XXI.

Questo post è l’abstract di un saggio che ho iniziato a scrivere e che verrà pubblicato nei prossimi mesi. Alcuni aggiornamenti verranno proposti qui sul blog. 

Ogni contributo è benvenuto.

Buona lettura