Cronicario: La disoccupazione (t)ec(n)ologica al tempo dei Draghi


No, davvero, che fortuna mi dico mentre sfoglio il cronicario globale: noi europei viviamo nella terra dei Draghi e delle auto elettriche: il mito remoto e il futuro mitologico. L’avete letto, no, l’ultimo outlook dell’IEA?

iea-outlook

Già mi ci vedo, nel 2040, mezzo rincoglionito dentro una macchinetta elettrica. Epperò se questo è il futuro capisco bene perché gli europei, e in particolare i tedeschi, ormai decisamente americanizzati, si siano portati avanti licenziando un trentamila persone alla Volkswagen.

volkswagen

Questi qui hanno fatto scrivere sui giornali di mezzo mondo che così potranno favorire la riconversione industriale verso le auto elettriche che camminano da sole, la qualcosa segna un’evoluzione notevole nella teoria economica. La disoccupazione tecnologica che Keynes paventava nel 1930 nelle sue Prospettive economiche per i nostri nipoti diventa la disoccupazione ecologica che piace alla gente che piace e che ricicla. Geniale. Vedete perché l’Europa è il futuro?

Ma siamo anche la terra dei Draghi, appunto, il migliore dei quali – e lo dico per puro amore di bottega, visto che è italiano come noi – ha parlato poco fa a Francoforte levandosi un paio di sassolini dalla scarpa da mille euro.

draghi

Il tema è sempre lo stesso: la ripresa d’Europa che aspettiamo come quell’altro mito di Godot, dovendoci accontentare di una ripresina senza sapore, ‘na cosetta da zerotre e di prezzi mezzi morti. Ora è vero pure che l’inflazione sta risalendo – siamo allo zerocinque – ma siamo ancora lontani da quei prezzi crescenti che dovrebbero anche curarci dai debiti. E poi c’è Trump, che promette sfracelli fiscali. Che dovremmo fare noi europei? Niente: reflazionare.

Via il primo sassolino: in Europa la politica monetaria reflazionaria sarà al centro dello scenario anche nei prossimi anni, anche perché immagino l’arma della politica fiscale è alquanto spuntata. Secondo sassolino: sulla regolazione bancaria non si dovrebbe tornare indietro su quanto deciso. Ripenso subito al nyet della Yellen a Trump di ieri, ossia il canto del cigno della banchiera che ancora non si rassegna al fatto che ora comanda un politico.

yellen

Problema che i Draghi europei non conoscono né conosceranno mai, visto che di politici europei che comandano i banchieri non se ne vede uno. O meglio qualcuno ne intravede con terrore il prototipo

lepen2

Ma sicuramente il combinato disposto Draghi&autoelettrica si rivelerà un rimedio implacabile contro la deriva plebiscitaria. Perché meglio che lo sappiate: mister T e i suoi epigoni troveranno nell’Europa di Supermario la più fiera e risoluta resistenza. Due visioni del mondo si confrontano, quella dei Draghi che guidano il mondo dall’alto dei cieli sputando fuoco e fiamme, e quella dei maghi, che promettono miracoli a terra agitando il bastone e la carota. La padella o la brace? Scegliete voi.

Letteralmente: secondo il WSJ noi siamo i prossimi a dover decidere dove far pendere il pendolo della storia.

renzi

Ma chi ci è rimasto davvero male a sentire le notizie dalla Germania sono stati i petrolieri. Stanno facendo i salti mortali all’Opec per accordarsi fra di loro in vista del vertice di Vienna e poi per accordarsi con i Russi, in uno sforzo negoziatorio che ricorda quelli di casa nostra. Scopo del gioco congelare la produzione per sostenere le quotazioni. E cosa mi succede? Mi sale il dollaro. Una cattiveria, visto che tutti sanno che quando il dollaro sale il petrolio scende. Figuratevi quanto sarà facile tagliare la produzioni in queste condizioni. Qualcuno ha fatto fuoco e fiamme.

petrolio-fiamme

L’Iran, in particolare, a cui l’Opec ha chiesto di mettere un limite alla sua produzione. chissà perché

Fonte: IEA

Fonte: IEA

Insomma: questi già hanno problemi. Adesso pure le auto elettriche? Capirete che gira un certo malumore a Oriente, che parte dal Medio e arriva quasi all’Estremo. Si salva giusto il Giappone, ma solo perché Abe e Trump si sono piaciuti subito.

trump-abe

E la Cina? Poverina. Laggiù sono sempre più preoccupati per i deflussi di capitali che l’ammosciamento dello yuan, già moscio di suo, sembra espellere fuori dal paese. Se volete sapere di chi siano quei capitali, leggetevi questo speech, oppure fidatevi di me: in gran parte sono europei. E poi ovviamente americani. E cosa hanno in comune questi fondi? Che sono denominati in dollari. Per stendere la Cina non serve abbassare l’elmetto: basta alzare il dollaro.

Ma così si rischia di finire sul serio, quando al massimo il vostro Cronicario è semiserio. Siamo qui per darvi notizie e tendenze dell’economia, e quella emersa oggi – la disoccupazione ecologica in Europa- mi sembra spieghi bene quale sia davvero il nostro spirito e cosa si proponga di realizzare

proust

Non saprei dirlo con parole migliori, pure se Proust le ha pronunciate un centennio fa. Noi abitanti dell’Europa non siamo interessati alla felicità: quella è un’americanata. A noi interessa il dolore per sviluppare il potere della mente. E viaggiare in auto senza inquinare.

Buon week end.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...