Cronicario: Il 2017 è l’anno dei nuovi giovani: gli over 50


Proverbio del 9 gennaio Qualunque cosa soddisfi la fame è buon cibo

Numero del giorno: 23 Perdita percentuale della lira turca sul dollaro in 12 mesi

Bentrovati. Volendo riaprire il Cronicario, mi son detto che serviva una rentrée in grande stile, una roba memorabile. E così, pensa e ripensa m’è venuta la brillante idea di dedicare quest’anno nuovo alla categoria sociale che più di tutte merita il riconoscimento e l’attenzione delle nostre cronache incurabili: il nuovo giovane

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ossia l’anziano. Ora quando dico anziano non mi riferisco alla nouvelle vague del nostro tempo infantilizzato, per cui diventi anziano dopo gli 80 e sei un giovane uomo fino a 65 anni (salvo che per l’Inps). Mi riferisco a quelli che quando eravamo ragazzi chiamavamo vecchi, ossia gli over 50, e che oggi invece sono sospetti di incipienti primavere. Vi riferisco giusto un paio di notizie che ho trovato sul cronicario globale.

La prima arriva dall’Inps, che nella sua release di oggi su occupati e disoccupati, dove si legge che l’aumento di 19 mila occupati del mese di novembre riguarda solo le donne e gli ultracinquantenni, che evidentemente sono i nuovi giovani disoccupati. La seconda è questa, diffusa dalla Ambrosetti House.

ambrosetti-anziani

In pratica l’età media di un consigliere di una società quotata, in tutti i segmenti borsistici analizzati, è 57 anni. In pratica l’età d’oro di chi abita nel nostro paese, che evidentemente ha rimediato al calo delle nascite spostando avanti l’età della ragione.

geniale

Perfezionare la trovata richiederà solo escludere gli under 50 dalle statistiche dell’occupazione o magari convincerli a diventare lavoratori autonomi e così finalmente ridurre quell’antipatico 11.9% di disoccupati di novembre non dico al 4,1 tedesco o al 3,7 lussemburghese, ma almeno al 9,8% della media euro. A proposito, la situazione è questa.

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Se non siete soddisfatti è solo perché non avete una visione abbastanza ampia. Le cose vanno benissimo, se uno la vede dall’alto degli ultimi 100 anni, come ci fa gentilmente notare il World economic forum.

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Quindi se non siete felici è perché siete troppo giovani per ricordare. Tranquilli, questa malattia la curano il tempo e il governo, che prima o poi vi farà arrivare una provvidenza, fin quando non conquisteremo la terza età e finalmente finiremo come i giapponesi, dai quali ci separa un’incollatura.

L’unica buona nuova che trovo su caso nostra mi arriva da Bruxelles, che dice di aver sbloccato 360 milioni per le nostre piccole e media imprese. Speriamo di saperli prendere e spendere.

Fuori dalle miserie di casa nostra, ne troviamo peraltro di peggio. La sterlina, per dire, inizia la settimana con un robusto ribasso

pound

che fa impallidire persino quello turco, la cui lira ormai veleggia verso la pizza di fango del Camerun. E poi c’è la Germania, dove l’export aumenta, ma l’import pure, col risultato che ormai i tedeschi non crescono più perché sono bravi a esportare ma perché hanno imparato a spendere i loro soldi. Era ora.

A domani.

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