Cronicario: Un mattone di dollari ci seppellirà


Proverbio del 21 febbraio Acido, dolce, amaro, pungente: tutto si deve assaggiare

Numero del giorno: 4,5 Aumento % delle spese sanitarie in Germania nel 2015

E poi arriva Fitch, che nel mezzo di una giornata funestata dalle scocciature e le domande fondamentali – che farà Emiliano? Ma il Pd c’è o ci fa? – se ne esce con un outlook sul mattone globale che sembra fatto apposta per i menagramo che girano a frotte in questo inizio di anno col 17 in mezzo.

toccaferro

E che dice Fitch? Dice che gli sforzi dei governi per frenare le espansioni immobiliari eccessive in alcuni paesi non è che siano andati benissimo. “Gli acquisti di case in molti paesi continuano a diventare sempre più costosi, in relazione al reddito delle famiglie. Queste condizioni rimarranno in campo anche quest’anno”. I prezzi dovrebbero rallentare in Nuova Zelanda, Norvegia e Canada, dove sono cresciuti a rotta di collo, e chissà che capiterà in Cina, dove i prezzi in alcune grandi città sono cresciuti del 25% nel 2016 e la montagna di debito per mutuo è triplicata dal 2012.

argh

Il governo è intervenuto con cinese destrezza – d’altronde controlla tutto – e adesso i prezzi dovrebbero rallentare, mentre negli Usa il tasso di inadempienza dei mutui è tornato al livello del 2006, prima quindi della grande crisi. Il ciclo è finito, insomma. Possiamo aprirne un altro.

Questa è la sintesi.

fitch-housing-outlook-2017

Se pensare al mattone vi appesantisce, allora guardate quest’altro grafico che ho trovato in uno speech pubblicato dalla Bis.

diseguagliana

E poi guardate pure questo.

bis-ineguaglianza-gini

Notate bene: è vero che la diseguaglianza è aumentata dagli anni ’90 in poi, dopo essere diminuita parecchio dagli anni ’50, ma se allunghiamo lo sguardo, notiamo che l’indice di Gini che, lo ricordo varia da 0 (massima uguaglianza) a 100 (massimo diseguaglianza) su scala globale mostra un continuo recedere della diseguaglianza dal 1830 in poi e mostra una discontinuità notevole dal 1970. E che sarà mai?

Ve lo dico un’altra volta. Adesso voglio chiudere in bellezza.

commercio-usa

Quelli in blu scuro sono i deficit bilaterali degli Usa con i paesi indicati. Quelli in azzurro chiaro sono le ri-esportazioni di merci che gli Usa vendono ai paesi verso i quali hanno deficit. Adesso gira voce che Mister T stia pensando di cambiare le regole di calcolo dei deficit commerciali, per cui le ri-esportazioni non verranno più contate in sottrazione del deficit. In pratica, se così fosse, il Messico non avrebbe un surplus di 61 miliardi ma di 61 più 50, quindi 111. Capite perché gli americani vincono sempre? Bombe? Macché: lanciano mattoni gonfi di dollari a chi sta loro sulle balle. A volte mattoni puri e semplici. E poi ridono.

A domani.

 

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