Cronicario: Trump pensa alla salute, noi ai Trattati


Proverbio del 24 marzo Ridere e dormire sono le cure migliori

Numero del giorno: 411,5 Prestiti in miliardi dei governi locali cinesi nel 2018

Allora questo fine settimana si consumeranno insieme lo psicodramma di Mister T e quello dei Trattati europei. Il primo dopo aver volato sulle ali leggere della folla elettorale e dei mercati irrazionali è atterrato di terga sulla dura realtà parlamentare, che improvvisamente ha spento il suo sogno di poter cancellare tramite tweet .- moderna forma dell’editto – la riforma sanitaria di Obama, una roba che vale una vagonata di miliardi e quindi smuove succulenti interessi democraticamente rappresentati in qualunque Parlamento, notoria aula sorda e grigia (cit.), come sicuramente avrà pensato Mister T.

Mentre tutto ciò accade, dall’altra parte del mondo, quindi dalle nostre, e in particolare a Roma, si prepara la tregenda del memoriale della firma dei Trattati che animarono la meravigliosa Comunità europea e che domani condurrà a una specie di invasione barbarica nella capitale italiana, la prima di una lunga serie, temo, che si concluderà con una firma collettiva di una nuova dichiarazione di intenti. Saremo più buoni, saremo più belli e possibilmente più integrati a svariate velocità.

Sicché tempo per le miserie dell’economia ce ne rimane pochino. La politica incombe come le rondini in primavera. Ma prima di cedere il passo, mi corre l’obbligo di farvi sapere un paio di cosette.

La prima ce la racconta questo bellissimo grafico preparato dall’Institute of International Finance che dovrebbe suggerirvi qualcosa.

Non vi suggerisce niente? Vabbé ve lo dico io. L’Italia nel 2016 ha speso il 4% del pil per pagare i suoi interessi passivi sul debito. E parliamo di un anno con i tassi praticamente a zero sul debito a breve e a lumicino su quello a lungo. E comunque sono sempre oltre 60 miliardi che ogni anno sottraiamo alle nostre tasse. L’avanzo primario che ancora resiste ci consente di chiudere con un deficit sotto il 3%, come pretendono i famosi Trattati che festeggiamo domani. Sennò staremmo peggio della Spagna, che ha un deficit complessivo all’incirca del 5%. E se salgono i tassi che succede ai nostri interessi, visto che nel frattempo il debito è aumentato?

La seconda cosa me l’ha fatta notare l’ESM e devo dire che non me n’ero accorto: la crescita in Europa si muove in linea con quella Usa.

Con tutto il casino che fanno gli americani crescono quanto noi sfigati europei, che c’abbiamo pure il cattivissimo euro a farci da zavorra, come dicono gli intelligentoni. Siamo diversi, ma in fondo non così tanto.

A lunedì.

 

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