Cronicario: Spremuta fiscale all’italiana per Google


Proverbio del 4 maggio I bambini sono la luna che splende

Numero del giorno: 43.700.000.000 Deficit commerciale Usa a marzo

Non ci si crede, ma il nostro Fisco è riuscito a farsi pagare 306 milioni di euro da Google per non so quale pendenza che i californiani avevano maturato nei confronti del nostro erario. Adesso prepariamoci ai cazzari che parleranno di trionfo sulle multinazionali sanguisughe, del tipo Davide contro Golia, salvo poi dimenticare che quei colossi di fatto controllano l’economia a livelli mai visti prima.

Scopro ad esempio leggendo Bloomberg che Apple ha in cassaforte 257 miliardi di dollari fra cash e titoli. Questi ultimi pesano 148 miliardi e sono l’equivalente del valore del primo fondo comune a reddito fisso del mondo, il Vanguard Total Bond Market Index fund, che ne gestisce “appena” 145.  Che vuol dire che Vanguard e Apple insieme fanno quasi trecento miliardi di debiti di qualcuno, che magari qualcuno è anche il vostro e neanche lo sapete. E tralasciamo il fatto che Google e i suoi compari abbiano inaugurato un trimestre iniziale record quest’anno.Solo lui ha fatto una robetta da oltre cinque miliardi di utile.

La spremuta fiscale all’italiana è un piacevole solletico per Google e fa notizia solo perché accade ogni tanto. Come quando si danno brioche al popolo.

Abbandono Google alle sue risatine e mi avventuro nei meandri del petrolio, di cui si sono occupati quelli più seri di me stamattina, per segnalarvi questo grafico che dice tutto quello che c’è da sapere.

Il petrolio sta in quella confortevole fascia di oscillazione che rende assai conveniente ai produttori di shale darsi da fare perché ci guadagnano parecchio. E c’è da giurarci che da lì non si schioderà per lungo tempo. Guarda caso la Russia ha fatto sapere di non aver ancora deciso se proseguirà nel taglio della produzione concordato con i paesi Opec alla fine dell’anno scorso. Sarà mica che non ci rientra con questi prezzi?

Per una parola di speranza, si può sempre bussare alla porta della Bce dove la gentile numero due della vigilanza europea unificata, la signora Sabine Lautenschläger ha suggerito alle banche europee di prepararsi per la Brexit: “Devono decidere come affrontarla e preparasi al peggio sarebbe opportuno”.

Ma il premio cazzeggio del giorno lo vince senza dubbio la nostra biondissima Marine Le Pen che ha detto che la Francia verrà governata da una donna: da lei o dalla Merkel. Insuperabile, come il tonno.

A domani.

 

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