Cronicario: La disoccupazione scende, i disoccupati no


Proverbio del 12 dicembre Se incontri qualcuno senza sorrisi regalagliene uno

Numero del giorno: 7,3 Incremento % export Italia nei primi nove mesi del 2017

Ora ditemi voi se uno deve essere triste o felice: la disoccupazione è diminuita dello 0,1% a ottobre 2017 nell’area Ocse, riportandosi al 5,6%, il livello di aprile 2008, prima della Grande Catastrofe, ma i disoccupati sono ancora 35,1 milioni, 2,5 milioni in più dell’epoca. Credere che la disoccupazione scenda e i disoccupati no richiede un  chiaro atto di fede o un viaggio defatigante negli abissi dell statistica, che sono sicuro interessi a molti di voi.

Perciò sorvolo, anche perché tante altre sono le cosette gustose che ho piluccato oggi sul cronicario globale che dovete assolutamente sapere. La prima riguarda la nostra Bankitalia, che oggi è un po’ l’eroina del giorno. Intanto perché ha pubblicato alcuni dati aggiornati che fotografano con grande chiarezza perché via Nazionale, come la chiamano gli habitué, è così importante per noi.

Vedete quel grigino nell’istogramma, così discreto, quasi anonimo? Ecco quello è una cosa che abbiamo imparato a conoscere bene: è la spia del bilancione di Bankitalia, che ormai a occhio ha in pancia una quantità di titoli pubblici pari a quella del sistema bancario. Il che dovrebbe far felici tutti quelli che dicono che la banca centrale dovrebbe comprare debito pubblico e che invece se la prendono con la Bce che l’ha permesso.

Ma oggi molti scettici hanno pure scoperto che oltre al bilancione, Bankitalia dispone di un fine bilancino, di cui ha dato prova il capo della vigilanza, Carmelo Barbagallo audito nella fantasmagorica commissione di inchiesta sulle banche diventata ormai più avvincente di Star Trek.

E che dice Barbagatto? Che la vigilanza è stata incalzante sulle quattro banche marcite come i loro crediti, all’anagrafe Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti. E poi che “le irregolarità sono state portate tempestivamente a conoscenza dell’autorità giudiziaria”, e che nel frattempo “le autorità di vigilanza non possono sostituirsi ai soggetti vigilati per evitare che la situazione degeneri”. Salvo poi risolvere le situazioni con una bella risoluzione bancaria, che comunque è il male minore, giura Barbapapà. Potevamo andare molto peggio.

Sorvolo sul resto perché tanto è la solita solfa. Le banche appartengono al nostro tormentario quotidiano che adesso si è arricchito di un altra scocciatura: il bitcoin.

Anche oggi due palle con quelli che avvertono dei rischi – nell’ordine Blackrock e UBS – e quelli che urlano al gomplotto sperticandosi nelle lodi della criptovaluta che fa figo pronunciare. Poi magari i criticoni ci fanno i soldi grazie a noialtri fessi che ne parliamo, ma pure questo è un segnale dello spirito del tempo.

Sicché ho pensato di chiudere parlandovi di soldi veri, visto che tutti si ostinano a sognare i soldi falsi. E ne ho trovato un campione interessante nei 47 miliardi che secondo Assofondipensione raccolgono i risparmi previdenziali di quelli che li hanno versati nei fondi pensione negoziali credendo al fatto che un giorno quei soldi verranno restituiti in una qualche forma.

E come ti adescano questi simpatici fondi, che adesso sognano di investire nell’economia reale? Col rendimento: “La media  dei rendimenti degli ultimi 5 anni è stata del +29,1% contro l’8,9% di rivalutazione del Tfr”, dicono astuti. Manco fossero minatori di Bitcoin.

A domani

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