I consigli del Maître: Il governo che non c’è e il duopolio cinese di Internet


Anche questa settimana siamo stati ospiti in radio degli amici di Spazio Economia. Ecco di cosa abbiamo parlato.

Il governo che non c’è. Il 2018 sarà un anno positivo per la nostra economia, o almeno dovrebbe esserlo, stando alle previsioni effettuate da Ref ricerche, che individua nell’effetto di trascinamento del pil 2017 un’eredità statistica che porta a circa lo 0,5% la crescita acquisita per quest’anno.

Se l’inflazione dovesse migliorare, il pil nominale potrebbe trarne giovamento e così la sostenibilità dei nostri conti pubblici. Rimane il fatto che la nostra crescita resta lenta e ci sono molte criticità nel nostro mercato del lavoro che si ripercuotono sulla domanda interna. Il costo unitario del lavoro è decresciuto dello 0,3% per l’intera economia e questo ha congelato i redditi e perciò limitato le possibilità di sviluppo della domanda interna. Per affrontare questa complessità serve un buon governo, non un governo tanto per fare. E viste le prospettive, forse non è esagerato dire che per noi il governo migliore è quello che non c’è.

I dazi di Trump. La settimana si è conclusa con l’annuncio tanto atteso dei dazi che l’amministrazione Trump imporrà su acciaio e alluminio, per tanti ma non per tutti. Esclusi (poer ora) Canada e Messico, forse in ragione del fatto che con loro il presidente vuole ridiscutere il trattato Nafta, e saranno esclusi anche gli altri paesi che, stando a quanto ha detto il presidente, si comportano lealmente con gli Usa, sia sul versante economico che quello militare. Fatti i dovuti conti, sembra che rimanga solo la Cina, a dover pagare dazio, che infatti dice subito che non rimarrà a guardare. E d’altronde la Cina è pur sempre il primo produttore di acciaio al mondo dopo l’Ue, che però è anche una forte importatrice.

Rimane il fatto che il precedente di Trump, che ha tirato in ballo la sicurezza nazionale e la perdita di posti di lavoro (54 mila nell’industria dell’acciaio e 40 mila in quella dell’alluminio) per giustificare la scelta di mettere i dazi, rischia di non rimanere isolato. E rimangono altrettanto incerte le conseguenze che tale atteggiamento potrà avere sul commercio internazionale. La storia ci fornisce qualche indicazione. L’ultima volta che gli Usa provarono a daziare l’acciaio, stavolta l’idea fu del presidente Bush ed era il 2002, la Ue reagì con fermezza costringendo gli Usa a una rapida retromarcia. Altri tempi certo. Oggi potrebbe finire molto peggio.

Gli studenti Usa subprime La Fed ha diffuso i dati al quarto trimestre 2017 dei debiti delle famiglie Usa, che ormai hanno superato il livello del 2008. Fra i vari trend si conferma quello crescente del debito degli studenti, che ormai sfiora il 10% del totale, pari a oltre 13 trilioni, superando quindi i 1.300 miliardi.

Il problema è che circa l’11% di questa cifra, quindi circa 140 miliardi sono andati in default o hanno ritardi nei pagamenti superiori ai 90 giorni. I più giovani, insomma, mai come prima nella storia, si trovano a dover fare i conti con una situazione finanziaria che renderà molto difficile la loro vita adulta. Senza considerare l’effetto che questa montagna di obbligazioni può avere sulla stabilità finanziaria. La Fed ha lanciato l’allarme, ma questi allarmi di solito non li ascolta nessuno.

 Il duopolio cinese di Internet. Il protezionismo del governo fa bene ai giganti cinesi di Internet, che, non a caso, sono sostenitori del Presidente Xi, al suo secondo mandato e in predicato di rimanere a vita nel suo incarico, visto che il partito comunista cinese ha cambiato la costituzione proprio per rimuovere il limite dei due mandati.

La storia, che viene analizzata da Bloomberg, ci consente di apprezzare in che modo il progresso tecnologico stia diventando uno straordinario mezzo di conservazione del potere come mai prima nella storia. Oggi chi controlla la rete può offrire al governo un supporto e una quantità di informazioni che nessuno nel passato si sarebbe mai sognato di possedere. E questo dovrebbe metterci sull’avviso, specie quando questa evoluzione riguarda regimi che stanno pericolosamente sbandando verso l’autocrazia. Ma ovviamente non sarà così.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.