Cronicario: La flat pax del governo verdellino


Proverbio del 10 maggio Il fiore deve profumare, l’uomo essere gentile

Numero del giorno: 119,2 Utile Fincantieri nel 2017

Annunciazione, annunciazione. Il Gatto e la Volpe ci fanno sapere che molto sta accadendo sotto il cielo di Montecitorio, dove si scaldano i portoni per garantire una accoglienza appassionata al nuovo inquilino del governo gialloverde, che non c’è ma che forse verrà. I due colorati protagonisti, mischiandosi, produrranno un meraviglioso colore verdellino, che potrebbe persino spingere alcuni riluttanti a votarlo. Prima ci saranno incontri e varie elucubrazioni. Ma il menù è già pronto, come spiega uno degli eroi della nostra favola italiana: “Stiamo facendo notevoli passi avanti con il programma di governo, stiamo trovando ampie convergenze su reddito di cittadinanza, flat tax, legge Fornero, sulla questione che riguarda la lotta al business dell’immigrazione, del conflitto di interessi”.

Ora so bene che questi temi susciteranno la ola dei tifosi. La flat tax, capite? Non vedo l’ora dì vedere come faranno a realizzare la flat tax in un paese dove ci sono più esenzioni fiscali che commercialisti. Per dire, qualcuno ne ha contate 799, fra deduzioni e detrazioni, che secondo gli espertoni che ci girano intorno generano una perdita di gettito per l’erario di 313 miliardi, come la targa di Paperino, e sapendo poi che le esenzioni crescono rigogliose come piante tropicali della giungla fiscale nella quale abitiamo noi tutti. Erano 720 appena nel 2011. Per dare un’idea del paese meraviglioso in cui viviamo, sappiate che questo 8% del pil di esenzioni si confronta con lo 0,8 della Germania, il 2,2% della Francia e il 3,8 della Spagna secondo uno studio di Unindustria.

Chi credesse veramente che il Gatto e la Volpe hanno in mente di togliere le esenzioni fiscali per usare le risorse recuperate per fare una flat tax secca, senza regalini agli amici e ai amici degli amici, è il degno governato dei futuri governanti, che però, dovendo poi fare i conti con la contabilità e non potendo scontentare i tanti che li hanno voluti, faranno una flat tax all’80%, che sempre flat è, epperò aumenteranno le esenzioni fiscali perché ci sono un sacco di poveri, porca miseria. E con quello che avanza, di questa spremuta dei sempre meno che lavorano e pagano le tasse, ci pagheranno anche il reddito di cittadinanza e le future pensioni di anzianità. Così facendo realizzeranno l’unico obiettivo di questo governo: la flat pax. Comprata coi soldi pubblici e i minibot.

A lunedì.

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