Cartolina: Il tasso di disinteresse


Potremmo gingillarci per ore a chiederci se venga prima l’uovo dei tassi sottoterra o la gallina del debito globale che ha superato il 250 per cento del pil. Ciò che conta è che i tassi reali di lungo termine siano negativi ormai da parecchi anni. E quindi che i creditori sembra siano rassegnati all’idea di pagare purché qualcuno prenda a prestito. I debitori non si fanno pregare, ovviamente. Il problema è dove ci condurrà questa rivoluzione che mina le fondamenta psicologiche, prima ancora che economiche, del capitalismo. E’ presto per dirlo. Tuttavia quando il denaro si da via per meno di niente vuol dire che non è più l’interesse a far profitto a orientare le scelte economiche, ma qualcos’altro. E non è affatto detto che questo qualcos’altro sia un principio migliore. Per secoli l’economia è cresciuta misurandosi con tassi di interesse anche elevati, che in qualche modo rappresentavano il desiderio di affari dei capitalisti. Quest’epoca è tramontata. Oggi si misura il tasso di disinteresse.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.