Cronicario: Un precario (pensionato) è per sempre


Proverbio del 30 gennaio In una lite nessuno ha ragione

Numero del giorno: 9,8 Tasso disoccupazione italiano a dicembre

Vorrei che qualche genio del pensiero social-contemporaneo mi spiegasse come sia possibile che l’Istat annunci l’ennesimo record di lavoratori precari e l’Inps, lo stesso giorno, l’ennesimo boom di pensioni anticipate.

Giuro. L’Istat ha censito 3.123.000 dipendenti a termine, mai così tanti. Al tempo stesso abbiamo pensionato 535.573 persone nel 2019. Che sono più o meno lo stesso numero del 2018 (537.160) solo che nel 2019 un terzo di questi (196.857) sono pensionati anticipati. I mitici quotisti 100. Dal che si osserva plasticamente come la dipartita di costoro dal mondo del lavoro non sia servita per niente a diminuire il precariato che anzi aumenta.

Ma il meglio emerge quando si osservi che quattro su cinque dei nuovi pensionati già lavoratori dipendenti sono pensioni anticipate. Nel senso che quelli che vanno in pensione all’età fissata per legge di 67 anni sono solo il 20% del totale. Per quasi tutti vale l’eccezione, mai la regola.

Dal che capisco che una nuova specie sta crescendo, nell’embrione della riforma pensionistica alimentata dal piagnisteo sindacale: il precario, ma pensionato. Non servirà diventare lavoratori dipendenti per avere la pensione. Basta esser precari. E io, modestamente, lo nacqui.

A domani.

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