Boom del credito bancario. Ai governi


Fra le tante informazioni utili contenute nell’ultimo report sulle statistiche bancarie internazionali pubblicato dalla Bis di Basilea una in particolare merita un breve approfondimento, visto che molto difficilmente troverà la strada per gli altari della cronaca, affollati come sono da fenomeni per lo più a sfondo sanitario.

Questa piccola notizia la racconta bene il grafico sotto, che misura gli andamenti del credito bancario estero al settore ufficiale, che include anche le banche centrali. Ai governi, potremmo dire per semplificare. E tratteggia un trend che solo persone molto distratte potrebbero sottovalutare: l’aumento di tale quota dal 19% di dieci anni fa al 29% di oggi.

Detto diversamente, dieci anni fa un prestito su cinque era per i governi, oggi uno su tre. E il fatto che ormai tale quota sia addirittura più alta nelle economie avanzate che in quelle emergenti, lascia capire quanto la via cinese al capitalismo sia ormai affollata.

Nel dettaglio, fra le economie avanzate i crediti esteri al settore ufficiale sono aumentati, nel decennio fra il 2010 e il 2020, dal 20% al 40% nell’eurozona, quindi ben sopra la media globale, e dal 32 al 52% in Giappone. Fra le economie emergenti, la quota di Cina, Corea del Sud e Repubblica Ceca è aumentata del 7, 6 e 26%.

Un’altra informazione che è utile conoscere è che circa la metà di crediti crediti bancari, che alimentano la florida crescita dei debiti pubblici, proviene da quattro sistemi bancari: quello giapponese, americano, britannico e francese. In questo gruppo le banche francesi, sempre molto discrete e poco pubblicizzate quanto a rilevanza sistemica, sono quelle che hanno visto il maggior aumento nella quota di prestiti concessi. Ormai hanno superato persino le banche Usa e britanniche, come si può osservare dal grafico sopra a destra.

Ricapitoliamo: il credito bancario al settore ufficiale è in costante crescita da un decennio. Questo trend è alimentato da quattro sistemi bancari, con quello francese in prima fila. E in Europa questa quota di prestiti è raddoppiata. Ma probabilmente è solo una coincidenza.

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