Cartolina. Anche i ricchi piangevano

I frequentatori compulsivi di statistiche sulla ricchezza altrui avranno un fremito scoprendo che i plutocrati americani – l’esecrato 1 per cento più ricco – hanno pianto lacrime amare, in quel terribile primo quarto del 2020, quando il Covid faceva strage di persone e di indici di borsa. Ma le lacrime di borsa, a differenza di quelle per i lutti, evaporano in fretta, in tempi di espansione fiscale e monetaria. E poiché la borsa dei plutocrati è sempre gonfia di azioni, obbligazioni e altre amenità, ecco che la loro ricchezza netta, che era crollata del 10 per cento nel primo trimestre, rapidamente è tornata dov’era nel secondo, per crescere robustamente fino all’aumento del 20 per cento del primo trimestre di quest’anno. La crisi, come spesso accade, li ha lasciati più ricchi di prima. Lo stesso è accaduto al 50 per cento delle famiglie che sta nella parte bassa della distribuzione della ricchezza. Grazie soprattutto alla ripresa del mattone, che ha aumentato del 30 per cento il loro patrimonio. Anche i poveri sono più ricchi. Ma questo non fa notizia.

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