Una altro passo avanti per la moneta digitale di banca centrale

Lentamente, e con passo esoterico, la moneta digitale di banca centrale percorre la strada che nello spazio di pochi anni la condurrà dalle quote elevate dei sistemi di pagamento internazionali ai nostri portafogli virtuali, dove si affiancherà alla più nota moneta elettronica, che spesso viene scambiata per quella digitale.

Ma c’è una differenza profonda. La moneta elettronica deriva in qualche modo da un conto corrente bancario. Quella digitale di banca centrale è come la banconota che avete in tasca: potete conservarla e usarla senza necessità di essere cliente di una banca.

Per fare un esempio comprensibile, domani, quando la central bank digital currency (CBDCs) sbarcherà sui nostri smartphone, potrete inviare la paghetta sul telefonino di vostro figlio senza bisogno di aprirgli prima un conto corrente o fornirgli una carta di credito, proprio come adesso gli allungate una banconota.

La premessa serviva per ricordare ai tanti che non si interessano di queste cose che il progetto Mariana, che la Bis di Basilea ha definito proprio in questi giorni, nato dalla collaborazione fra la banca centrale di Francia, come componente della Bce, di Singapore e della Svizzera, segna un altro passo in questo percorso di avvicinamento verso il futuro della moneta, che segna una rivoluzione socio-economica assimilabile a quella dell’invenzione della nota di banco nell’età moderna che ho raccontato nella mia Storia della ricchezza.

Lo scopo del progetto Mariana – testare il commercio e il regolamento transfrontaliero delle valute all’ingrosso delle tre banche centrali (wholesale central bank digital currencies wCBDCs) e tra gli istituti finanziari su una blockchain pubblica – appassionerà sicuramente gli amanti della materia, che potranno agevolmente leggere il rapporto finale diffuso dalla Bis di Basilea, che sta guidando di questa innovazione.

A noi utilizzatori finali, che viviamo nella parte bassa dei sistemi di pagamenti basti sapere che questo è un altro passo verso il futuro che le banche centrali di tutto il mondo – e questa è un’altra notizia – stanno studiando e sviluppando con uno spirito cooperativo che dovrebbe suscitare una certa emulazione, se non invidia, fra i governi del mondo, indecisi a tutto. Le banche centrali, ancora una volta, stanno guidano l’evoluzione del nostro sistema economico usando l’unica leva di cui dispongono: la moneta.

I governi non riescono ancora ad andare oltre vetusti paradigmi economici, mancando evidentemente di quella visione globale che le banche centrali devono giocoforza sviluppare per fare il loro lavoro. Perché la moneta, e poi staremo a vedere quale, deve circolare. E meglio circola, tanto più circola.

In questa circolazione si insinua il progresso economico. Le banche centrali lo sanno per mestiere. I governi riescono a vedere solo un pezzo di questo circolo: quello che da loro procede verso il popolo, mentre non trattano con la dovuta attenzione quello che dal popolo procede verso di loro. Generando così infinti equivoci.

Giusto un passaggio della nota diffusa dalla Bri vale la pena sottolineare, a tal proposito: “L’architettura del Progetto Mariana bilancia le esigenze nazionali di supervisione e autonomia delle banche centrali con l’interesse delle istituzioni finanziarie a detenere, trasferire e regolare in modo efficiente la wCBDC a livello transfrontaliero”.

Traduzione ad uso dei governi: è possibile coniugare le esigenze dei propri territori con una visione più ampia della realtà. Se alla moneta digitale di banca centrale si affiancasse una nuova moneta davvero internazionale, magari promossa dalle principali economie del pianeta, i governi avrebbero assolto a un compito di portata storica, all’altezza delle sfide che i tempi ci propongono. Una per tutte: la transizione energetica. Ovviamente, non ne se parla proprio.

Un Commento

  1. Avatar di Francesco Barone
    Francesco Barone

    L’articolo è in se stesso interessante, come interessante è il fatto di avere la capacità di estrapolare il futuro dai fatti presenti. Ma sono letteralmente terrorizzato dal contenuto di quelle previsioni, che considero non tanto per me, ormai sulla via del tramonto, quanto per quelli che ci saranno, compresi i miei figli, un pericolo di proporzioni epocali. Non è tanto la digitalizzazione a spaventarmi, giacché ho sempre considerato il mezzo monetario, semplicemente un “diritto” (quindi immateriale), quanto il fatto che a gestirlo sia un’Entità sovrannazionale, sulla quale non è praticamente possibile esercitare alcun potere. Per quanto scalcinato si voglia considerare il nostro Sistema Istituzionale, è l’unica cosa alla nostra portata su cui si possa contare. Un soggetto amorale (non immorale) di livello internazionale mi fa mancare il terreno sotto i piedi !!!

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