Cartolina. La peggio vecchiaia

La buona notizia è che da qui al 2050 la spesa pensionistica italiana rimarrà al livello attuale. Sempre che, ovviamente, i governi non continuino a cambiare le carte in tavola dicendo che si va in pensione a 67 anni e favorendo poi le uscite anticipate. Ma se non dovesse succedere – un grande se – spenderemo domani quel che spediamo oggi. Il che sicuramente gioverà alla nostra faticosa contabilità pubblica. La buona notizia ne contiene però un’altra cattiva. Se domani, quando i pensionati saranno più numerosi di oggi, spenderemo lo stesso che spendiamo oggi per più persone, le pensioni saranno più basse. Il che sicuramente non gioverà alla faticosa contabilità privata degli anziani. La meglio gioventù ci condurrà alla peggio vecchiaia. Adesso lo sapete.
