Etichettato: cassa depositi e prestiti

Cronicario: E dopo la Cassa ci mangiamo la cassata


Proverbio del 21 giugno Il petto dei saggi è la tomba dei segreti

Numero del giorno: 21.000.000.000 Bolletta petrolifera italiana nel 2019 nelle stime dell’UP

Ora che la Cassa depositi e (soprattutto) prestiti ha annunciato che verserà al governo del cambiamento, come da costui gentilmente richiesto, il resto del dividendo che aveva messo da parte per i tempi magri, non ci resta che prepararci alle cose belle che si stanno organizzando per noi, plasticamente illustrate nella meravigliosa lettera che il Primo minestra ha mandato a quegli insensibili della commissione Ue.

Peraltro non è che non ci stiamo provando a rispettare i patti. Per dire: il nostro ha ricordato che “per il 2020 il governo ha ribadito che intende conseguire un miglioramento di 0,2 punti percentuali nel saldo strutturale di bilancio. In linea con la legislazione vigente, il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l’1,3% del pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020”.

Nel senso che è previsto l’aumento dell’Iva, ma al condizionale, quindi rassicuratevi. Ma nel caso ve lo foste dimenticato, ecco cosa ci aspetta l’anno prossimo se il governo del cambiamento di aliquote non trova una ventina di miliardi per cambiare le clausole di salvaguardia.

Paura? Non temete, perché a metà mattinata è planato su di noi Capitan Italia, meglio noto come Vicepremier Unoemezzo, che col suo scudo scacciaspread ha detto: “”I soldi ci sono, basta volerli usare”. E soprattutto: “Non ci sarà alcuna manovra correttiva”. E infine: “La Ue non impedirà la crescita dell’Italia”.

Così finalmente è diventato chiaro cosa ci aspetta, dopo che ci siamo mangiati la Cassa.

Poi caffé e ammazzacaffé. Giusto in tempo per l’inizio della Quaresima.

Buon week end.

Il nuovo numero di Crusoe: Il tramonto degli investimenti. Grazie a @gdivaio per la splendida Chat


Questa settimana Crusoe racconta del declinare lento e costante degli investimenti, sia interni che internazionali, che ancora non riescono a recuperare il livello pre crisi e zavorrano la crescita globale. Leggeremo insieme l’ultimo rapporto dell’Unctad sugli andamenti internazionali degli investimenti diretti per scoprire che ciò che sta accadendo è un sostanziale arrocco.

Le risorse stanno tornando a concentrarsi nei paesi avanzati, per lo più per ragioni fiscali, riluttanti a trasformarsi in creazione di nuova ricchezza, mostrandosi così la ragione profonda del declino degli investimenti: una visione oscura del futuro. Vale per le imprese, ma vale anche per ognuno di noi.

Ne parliamo anche nella Chat con Gianfranco Di Vaio (@gdivaio) che è un economista e lavora alla Cassa Depositi e Prestiti, ente promotore di un ambizioso piano di investimenti che vale 160 miliardi. Il nostro interlocutore ci aiuta a capire meglio i perché e i percome di questo declino, oltre a fornirci diversi spunti di riflessione e di approfondimento.

Come ogni settimana, infine, ci sarà una lettura consigliata – stavolta tocca al primo bollettino economico dell’anno della Bce – e alcuni post brevi con una selezione di notizie che trovi solo su Crusoe.

Buona lettura. Ci rivediamo il 10 febbraio.

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