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Cronicario: Cercasi bimbi disperatamente


Proverbio del 13 giugno L’uomo nobile parla lentamente e agisce rapidamente

Numero del giorno 932 Migranti giunti stamane al porto di Catania

Magari siete quel tipo di lettori che si appassionano alla macelleria giudiziaria. Vi capisco: viviamo in un paese che adora la gogna. Però non venite a cercala sul vostro Cronicario, che al massimo percula le idee, mai le persone, e non trova nulla di divertente nell’ennesimo scandalo che travolge quello che una volta si chiamava arco costituzionale e oggi chissà, per la solita opera pubblica gigantesca – addirittura uno stadio – dove si replica l’ennesimo copione della Banda Bassotti vs Paperone coi soldi miei. Ennò. Se proprio dev’essere grido di dolore quello di oggi – Cronicario in versione Cry baby – allora beccatevi questo che arriva dritto dall’Istat.

Magari siete quei lettori del tipo ma chissenefrega della demografia. Di quelli che “ho pure fatto un figlio”, ignorando sostanzialmente che per evitare che la popolazione diminuisca ne servono almeno due per coppia. Tre se si vuole che aumenti. O, meglio ancora, siete uno quei lettori della serie “meglio che smettiamo di fare bimbi, così ci estinguiamo, visto che l’unica cosa che ha fatto il mondo è stato riempirsi di plastica”. Verissimo peraltro.

Chinuque voi siate, cari lettori, leggetevela questa release. Scoprirete alcune cose che qualunque cittadino pensante dovrebbe sapere anche se parla prima di pensare. Tipo che per il terzo anno consecutivo sono nati meno di mezzo milioni di bambini, il 14,8% dei quali stranieri. Siamo al minimo storico di 458.151, quindicimila in meno rispetto al 2016. Questa discesa è iniziata nel 2008, nota Istat, e non si ferma. E prima che iniziate a dire che è tutta colpa della crisi, guardate questo.

Di fronte a questa curva siete autorizzati a dare del minchione a chiunque se ne esca evocando il solito piano Marshall, che in Italia si invoca per qualunque cosa e figuriamoci se manca per la natalità. I nuovi arrivati prometteranno le solite politiche per la famiglia riducendosi il tutto a una qualche mancetta a carico dei soliti noti – ossia i poveri, veri e presunti – continuando a perpetrare il pensiero che sia tutta una questione di soldi. Che sarà pure vero, ma non è certo tutta la verità.

Leggetela questa release perché ci trovate anche altre perle. Scoprirete che dal 2015 siamo in declino demografico, che vuol dire che neanche l’immigrazione riesce a compensare il calo della popolazione (ci sono 200 nazionalità diverse in Italia ma la metà viene da paesi europei per un totale di circa 5,1 milioni di residenti), e tuttavia praticamente costringiamo ad espatriare per deficit di opportunità un sacco di connazionali (115 mila italiani nel 2017).

Se poi siete quei lettori che malgrado tutto ciò ve ne infischiate, allora ecco il mio personalissimo proiettile d’argento dritto al vostro insensibilissimo cuore: il declino demografico ha molto a che fare con la sostenibilità del nostro sistema pubblico: con la pensioncina che sognate la notte, con le cure gratis che rivendicate per contratto, col debito pubblico che sognate di non dover ripagare. Niente figli, niente futuro. Neanche per voi.

A domani.

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