Etichettato: Global financial stability review

Nel medio periodo saremo tutti finanziariamente instabili


Poiché nel lungo periodo saremo tutti morti, come ebbe a dire un celebre economista, ci sta, come ha fatto di recente il Fmi, sottolineare che “nel medio termine i rischi per la stabilità finanziaria rimangono elevati”. D’altronde la Global financial stability review viene rilasciata due volte l’anno dal Fondo proprio per renderci edotti circa la natura e la quantità dei rischi che affliggono il nostro sistema finanziario. E ovviamente il lavoro non gli manca. Specie da quando la distensione monetaria ha creato le condizioni ideali per un accumulo di rischi futuri. Ha posticipato la scadenza del redde rationem, abbassandone nel frattempo il costo di gestione.

Preso atto perciò che nel medio periodo ci toccherà in sorte una costante instabilità finanziaria, vale la pena fare un breve elenco dei rischi censiti dal Fmi nella sua rassegna ottobrina, che peraltro cambia poco rispetto a quella di aprile. Di diverso c’è solo che da allora la politica monetaria si è allentata ulteriormente, e quindi i rischi si sono spostati un po’ più in là. Ma certo non sono scomparsi.

Al contrario: i rischi si sono incistati per bene in alcuni intermediari che dovrebbero garantire sicurezza – leggi: le assicurazioni – e che invece, dovendo garantire il pagamento dei propri obblighi contrattuali in un contesto che premia negativamente fra il 15 e i 17 trilioni di obbligazioni (a seconda delle metriche), sono costretti a investire su asset “sempre più rischiosi e illiquidi.

Questo mentre i rischi che conoscevamo già, quelli nutriti nel settore corporate ad esempio, sono cresciuti ulteriormente senza che questo susciti granché preoccupazioni. Le imprese zombie, ossia quelle che non riescono con gli incassi neanche a pagare gli interessi sui debiti, sono in felice aumento.

Come si può osservare dai grafici sopra, il male è comune, pure se non suscita particolare gaudio. E non risparmia ovviamente né i governi né le famiglie.

Nel centinaio abbondante di pagine che compongono il rapporto c’è ovviamente molto di più, e ce ne occuperemo. Ma per adesso contentiamoci di tenere a mente questo: “Lower for longer”. Quindi più basso più a lungo, che non a caso titola il GFSR. Più bassi e più a lungo i tassi, ovviamente. Ma anche la crescita, c’è da temere. Per i rischi invece vale il contrario.