Etichettato: shock fiscale

Cronicario: C’ho lo shock fiscale e me ne vanto


Proverbio del 14 gennaio A ogni male è necessario un medico: il tempo

Numero del giorno: 424.390.000.000 Surplus commerciale cinese nel 2019

Mi volevo regalare un momento di serietà dopo aver letto che il surplus cinese del 2019 era cresciuto del 21,2% rispetto al 2018. Già mi sorgevano domande profonde tipo: ma come: e i dazi? E visto che gli Usa hanno diminuito il deficit commerciale verso i cinesi ad appena 295,8 miliardi (-8,5%) mi stavano persino sorgendo risposte profonde tipo: ah ma allora stanno vendendo ad altri, o dubbi inquietanti tipo: non sarà che stanno diminuendo le importazioni.

Sicché stava per venire fuori un Cronicario serio, quando per fortuna ha prevalso il genio italico nella forma di un osservatorio economico di commercialisti che mi ha comunicato una verità profonda: “Le famiglie italiane non hanno ancora assorbito lo shock fiscale del 2012”.

E allora tutto mi si è chiarito. Abbiamo (chi paga le tasse, quindi una minoranza) sulle spalle un peso fiscale che vale il 17,8% del pil, l’1,63% in più rispetto al fatidico anno. Da allora abbiamo recuperato un miserevole 0,18. Il grosso della fatica la sostengono le famiglie, assai più che le imprese e le istituzioni finanziarie.

Mi stavo deprimendo quando a un certo punto mi è caduta sotto gli occhi l’esternazione del presidente di un noto ente previdenziale divenuto celebre per quello che possiamo definire una specialità nazionale.

Notate il talento affabulatorio (rectius: cazzaro): “Valutando insieme i dati sulle pensioni, la congiuntura non particolarmente positiva e la tendenza lievemente in aumento nel mercato del lavoro possiamo dire che quota 100 non ha certamente avuto un impatto negativo sull’occupazione”.

Ma c’è anche di meglio: “Il reddito di cittadinanza, e così il decreto dignità, non creano lavoro in senso letterale, aiutano ad allocare il lavoro sul mercato attraverso l’incrocio tra domanda e offerta, come qualsiasi altra politica attiva. Per creare lavoro servono investimenti”.

Lo shock fiscale mi è sembrato persino piacevole.

A domani.

Cronicario: In arrivo lo shocko fiscale


Proverbio del 5 giugno Il raccolto di un anno dipende dalla semina estiva

Numero del giorno: 4,6 Calo % vendite autoveicoli nell’ultimo mese in Uk

Si va avanti “senza se e senza me”, almanacca Vicepremier Unoemezzo, sempre più compenetrato nel ruolo di salvatore della patria, e per fortuna. Fortuna sua, ovviamente. Quanto a noi, state sereni, si prepara una rivoluzione che già prende forma davanti ai vostri occhi.

E infatti sempre lui, l’uomo solo al telecomando, dice: “Serve uno shock fiscale come quello di Trump”. Niente di più niente di meno. “E’ giunto il momento del coraggio, della presa d’atto”, perbacco. Ma, non l’avete già sentita?

Vabbé: sono anni che si preannuncia. Ma adesso finalmente ci siamo: arriva lo shock. Lo dice Lui. E ne fiuto avvisaglie qua e là. Il primo minestra, ad esempio, dice che le entrate son meglio del previsto e quindi…E poi c’è un talaltro che dice che no, non ci sarà il Salva Roma, ma il salva comuni.

Senonché nel bel mezzo della ricreazione, suona la campanella da Bruxelles. E indovinate per chi suona, ‘sta benedetta campanella?

Proprio così: siamo noi: praticamente fuorilegge. Debito, deficit, quella roba lì. Ci faranno la festa, altroché. E qual è la novità, mi chiederete? Semplice. Lo shock fiscale ce lo faranno loro. A noi ci rimane lo shocko.

A domani.