Bitcoin for dummies: Le banche fiutano l’affare


Gli utopisti di bitcoin/Bitcoin, quelli che pensano che la moneta virtuale e il sistema di pagamento ad esso associata, siano un meraviglioso strumento per sovvertire l’avido sistema bancocentrico, dovrebbero sapere che la tecnologia della Blockchain, la DLT, attira ormai da anni l’attenzione dei pezzi grossi della finanza, convinti per passione o per calcolo (la seconda credo) che la DLT sia un’ottima occasione per far soldi.

Di recente Goldman Sachs, che certo non può essere sospettata di antipatie anti-sistema, ha prodotto uno studio di un’ottantina di pagine dal quale ha tratto la convinzione che l’uso della tecnologia Blockchain potrebbe far risparmiare fino a sei miliardi l’anno nel mercato dei capitali, sostanzialmente rendendo il processo di intermediazione più snello, trasparente e funzionale. Peraltro, le stime sono limitate alla porzione del mercato chiamata cash security, ossia quegli strumenti finanziari tipici del mercato monetario come i repo o le azioni, e si ipotizza che gli effetti potrebbero essere ancora maggiori se l’uso della DLT si estendesse ad altri comparti, come i derivati OTC o il mercato dei cambi. Il report analizza anche l’effetto potenziale della blockchain sul mercato energetico, nella lotta al riciclaggio e persino nella gestione dei rapporti assicurativi.

Tutto ciò per dire che in effetti si tratta di una innovazione non solo rivoluzionaria, ma anche benvenuta: una straordinaria opportunità di business. Questa spiega perché Goldman – e certo non è l’unica – abbia già investito alcune decine di milioni di dollari per sponsorizzare alcune compagnie legate a questo settore. Di recente, per fare un altro esempio, si è saputo che la filiale britannica della spagnola Santander sarà la prima banca a utilizzare una blockchain per i pagamenti internazionali, inaugurando una probabile serie di imitatori. Giova rilevare che per consentire tale innovazione verrà utilizzata una app prodotta da una compagnia, Ripple, nella quale la stessa Santander ha investito. E questo dà l’idea dell’integrazione sempre più verticalizzata del processo di pagamento.

I ricercatori, peraltro, sono convinti che la DLT sia uno strumento ideale per lo sviluppo del considdetto Internet delle cose, ossia reti collegati a oggetti, contribuendo al contempo a decentralizzare il potere di mercato dei grandi player nel mercato delle utility. Insomma: sarà pure vero che la DLT cambierà la filiera distributiva di alcuni servizi, nel mercato finanziario come in quello dei servizi, ma una cosa non cambia: Goldman Sachs, e le altri grande banche come lei, saranno lì a far la loro parte. Che rimane quella di sempre: fare soldi con i soldi. E non bitcoin: soldi veri.

(13/segue)

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