La Germania traina il mattone europeo


Come qualcuno immaginava in tempi non sospetti, la Germania è diventata la locomotiva dell’immobiliare europeo. Le ultime statistiche rilasciate dalla Bis, relative al secondo quarto 2016, ci dicono che i prezzo del mattone tedesco sono cresciuti del 6% rispetto a un anno fa, proseguendo allegramente un ciclo (vedi grafico) iniziato nel 2013. Anche la Spagna ha fatto bene, con un +5%, ma con la differenza che il paese iberico deve recuperare le forti perdite sofferte dopo la crisi, mentre la Germania partiva da una situazione di prezzi freddi durata oltre un decennio.

Gli altri paesi core dell’eurozona, ossia Francia e Italia, fanno poco e male (vedi grafico) e questo spiega come mai i corsi immobiliari dell’area siano ancora lontani per oltre l’11% dal livello pre crisi del 2007, più del doppio di quanto accada per la media degli altri paesi avanzati, i cui prezzi immobiliari sono al di sotto del 5% del livello 2007.

Una media che in realtà nasconde molte peculiarità e che quindi non ha un gran valore informativo. Il dato aggregato della crescita dei prezzi tendenziali nel secondo trimestre 2016, che si colloca al 4%, mette dentro crescite a doppia cifra dei prezzi, come quelle registrate in Canada (+10%) e Nuova Zelanda (+13%), con lo zerovirgola della Francia e il dato negativo dell’Italia. In mezzo ci stanno l’Uk, con il suo +8% e il gruppo 3-5% che comprende Australia, Usa e Giappone. L’indice aggregato, fatto 100 il livello 2007, si colloca a 95,3. Il che lascia immaginare che siamo vicini al livello pre crisi e che solo la cattiva performance di alcuni paesi ne ha ritardato il raggiungimento.

Interessante osservare lo stesso indicatore per i paesi emergenti, ove, se possibile, la situazione è ancora più sfumata. Qui abbiamo un livello generale dei prezzi superiore dell’11,3% rispetto al 2007, trainato dal rincaro dei prezzi del 33,5% registrato da allora in America Latina e del 22,4 in Asia, a fronte però del calo del 29,4% nelle regioni centrali e orientali dell’Europa. Ma anche all’interno delle singole aree si registrano importanti differenze. In America Latina, ad esempio, si osserva il tonfo del mattone brasiliano, sceso del 20% rispetto a un anno fa (vedi grafico).

Poiché sono gli Emergenti il grande enigma dei mesi che verranno, non si può non osservare con attenzione come si svolgerà l’evoluzione dell’immobiliare in alcuni paesi chiave come la Cina, che ha mostrato un andamento a zig zag sopra e sotto lo zero negli ultimi anni, o la Turchia, dove i prezzi, pure se ancora in crescita, sono in decisa decelerazione. Col mattone non si scherza. Specie quello Emergente.

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  1. Libero Dalle Vacche

    Caro Maurizio non tutto il mondo va cosi male in Svezia per esempio i prezzi degli appartamenti erano circa 18500 corone al metro quadro nel 2007 ora sono invece 38000 corone al metro.
    Cordiali Saluti
    Libero

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      • Libero Dalle Vacche

        Certo per i giovani che devono comprare casa e ‘ un po’ difficile ma cio’ vuol dire che l’economia va a gonfie vele nel 2015 la cresita e’ stata del 4,3% non lo zero virgola, la globalizzazione non da fastidio basta tenere i conti a posto e programmare per il futuro.

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      • Maurizio Sgroi

        salve,
        tenere i conti a posto e programmare il futuro: parole sagge che funzionano sempre, a patto di poter contare su autentici saggi 🙂
        grazie per il commento

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