Cronicario: Il mago di EZ sfotte il mago di OZ


Proverbio del 19 gennaio La precisione vale di più della forza

Numero del giorno: 8,6 Aumento % visite di inglesi nell’Ue nel IIIQ 2016 vs 2015

Mi preparo come si deve: pop corn, fischietto e bandierine e mi sintonizzo sul canale dello show. Imperdibile: il Mago di EZ parlerà alla vigilia dell’insediamento del Mago di OZ. Immagino la fila.

fila

Chissà che dirà il re senza corona dell’eurozona. E come la prenderà il Mago di OZ, il re biondo che domani sarà incoronato e che si è divertito a spaventarci mentre studiava da imperatore.

pettinatura-trump

L’inizio è un po’ moscio, roba da banchieri: tassi, QE, inflazione. Con la promessa che la Bce continuerà a fare tutto ciò che sarà necessario, pure cambiare idea. Tutta la brodaglia tecnica la potete trovare qua.

draghi

Per fortuna esistono i giornalisti che scaldano il teatrino e provano a far litigare Draghi con tutti, dalla May a Mister T. Ma quello è troppo scafato e non ci casca. Risponde che è troppo presto per valutare le politiche dell’una e dell’altro e che non è uso commentare le dichiarazioni, ma i fatti. Di sicuro, dice, in tutti i consessi internazionali c’è un grande consenso sulla necessità di evitare guerre valutarie. E chi vuole capire capisce che il Re dell’Eurotower sfotte quello della TrumpTower. E lo fa da allievo gesuita.

guarda-e-impara

Dice che la Bce ha fatto il miracolo di raddrizzare l’eurozona, e lo ricorda anche al giornalista tedesco che gli fa la solita domandina scema, del tipo: ma come spiegherebbe ai tedeschi i tassi bassi? Elementare Watson: ricordando che un’eurozona in salute è nell’interesse innanzitutto dei tedeschi, visto che ci fanno la metà e più del loro export. Piaccia o no, e questo è il succo, il Re senza corona la sua magia l’ha fatta, ora tocca al Re incoronando e all’apprendista britannica fare la loro. E solo allora il Mago di EZ risponderà alla domanda su come valuti le loro politiche. Con un no comment, ovviamente.

Il resto della giornata, dopo uno show siffatto, scolorisce. Che volete che sia la notizia, diffusa dall’IEA nel suo ultimo Oil market report che la produzione di shale Usa è cresciuta di 500 barili in un anno? Quelli più svegli lo sapevano già che al taglio della produzione Opec sarebbe seguito, spinto dall’aumento dei prezzi, un aumento della produzione Usa. Questa storia del petrolio riserverà tante sorprese quest’anno.

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Mi fa sbadigliare anche l’ennesima conferma che l’Eurozona migliora ogni trimestre i suoi conti esteri, tanto lo sapevamo già che ormai è diventata il Grande Creditore del mondo. Più interessante osservare quest’altro dato

case-euro

I prezzi delle abitazioni nella zona euro sono cresciuti del 3,4% nel terzo trimestre 2016 rispetto allo stesso del 2015 e dell’1,3% rispetto al secondo trimestre. Ma come sempre il diavolo è nei dettagli. Esattamente come accade (non a caso) per l’inflazione, il dato omogeneo nasconde profonde eterogeneità. In Germania rispetto al terzo quarto 2015 i prezzi salgono del 6,2%, e dell’1,2% rispetto al secondo trimestre. In Italia, al contrario, la crescita si ferma allo 0,1% rispetto al secondo trimestre 2016, mentre i prezzi risultano in calo dello 0,9% rispetto al terzo trimestre 2015.  Se son rose, sfioriranno.

A domani.

 

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