La Chat di Crusoe con @AleGuerani: La Bce guarda a Parigi più che a Berlino


Chat
Chiacchiere in libertà- trascritte al naturale – con gli account più ficcanti di Twitter
Questa settimana Crusoe (C) si è piacevolmente intrattenuto con Alessandro Guerani @Aleguerani (A)

C Buon pomeriggio Alessandro. La settimana è cominciata con l’ultimo outlook del FMI che mi sembra abbastanza attendista. Tutti aspettano di capire come si muoverà l’amministrazione Trump. Tu come la vedi?

A L’amministrazione Trump dovrà fare i conti con la realtà dopo la propaganda che ha diffuso a piene mani. È una osservazione scontata ma è anche scontato che in un mondo in cui il $ è ancora l’unica vera valuta internazionale vale comunque il dilemma di Triffin. Tassi alti e restrizione all’import possono mandare in recessione numerosi paesi legati agli USA come mercato i di sbocco e/o ai finanziamenti in $.

C In pratica il resto del mondo. Ma credi che Trump non sia avveduto su questo? Ossia che la ragione politica de ne infischi di quella economica?

A. Trump non saprei, magari dice una cosa e ne farà appunto un’altra spinto dalla realtà, ma di sicuro non ne sono avveduti tanti suoi piccoli fan italiani che forse è meglio che guardino verso dove sta crescendo il nostro export.

C. Ecco, glielo vogliamo ricordare?

A Citiamo questi dati. Poi per l’amor del cielo qualcuno può anche sostenere che i nostri prodotti siano troppo belli e buoni per cadere nelle indegne mani degli yankee, ma comunque: a) dobbiamo importare materie prime per cui saremo sempre costretti ad avere una importante quota di export e b) ci sono comunque molti settori in cui il technology gap con gli USA ci obbliga a importare da loro beni ad alta tecnologia senza i quali non faremmo altro che aumentare quel gap.

C È interessante pure la circostanza che il primo paese per importazioni dall’Italia sia la Germania e il secondo la Francia. Quanto pesa la componente valutaria in questi flussi commerciali?

A È una domanda semplice che ha una risposta complessa. Qualsiasi bene ha una sua elasticità al prezzo e alla domanda, i nostri storicamente sono stati più elastici al prezzo e proprio per questo hanno però subito fortemente la concorrenza dei paesi in via di sviluppo. I dati sono quindi molto “in movimento”…. se chiedi ad un imprenditore vocato all’export ti dirà che il prezzo è sì importante ma che oramai non basta più. Un classico esempio è il settore dei vini. Prima esportavamo tanto vino a basso prezzo, addirittura mosto usato per rinforzare i vini francesi. oggi esportiamo molto più vini che sono famosi per la loro qualità ed il settore ha avuto una crescita esponenziale.

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