Cronicario: Blackrock ci sottopesa? Ci salveranno gli stiliti


Proverbio del 20 marzo Il povero è uno straniero in patria

Numero del giorno: 1.891.000 Contratti a tempo determinato attivati in Italia nel IV Q 2017

Uno dice: attenti ai mercati. Eh, capirai, rispondono gli impavidi: mica c’abbiamo bisogno dei mercati, noi che abbiamo eletto un parlamento di geni. Che poi se dovessimo credere a quello che si legge sui giornali su questi geni al lavoro – ma non c’è pericolo – dovremmo esodare in massa. Comunque: a quanto pare gli onorevoli eletti al momento se ne infischiano dei mercati. E fanno bene, dice l’orda che li ha votati e che se ne frega addirittura altamente dei mercati e del fatto – mediamente perché lo ignora – che abbiamo all’estero un cinqueseicento miliardi di debito pubblico, malgrado la Bce, per via QE, ne abbia scaricato una quota di tutto rispetto (a vantaggio delle banche a quanto pare) nel bilancione di Bankitalia, che poi sempre debito nostro è, anche se non si dice.

Ora uno può pure disinteressarsi dei mercati, specie quando c’è una Bce che ancora regge il moccolo al nostro indebitarci, che infatti procede indefesso. Ma prima o poi i mercati finiscono con l’interessarsi a noi e succede, come è successo oggi, che un pezzo grosso dei mercati – che non ci crederete ma esistono davvero – decide di “sottopesare” i nostri titoli pubblici. Sottopesare non vuol dire che sono dimagriti i titoli, ma che occupano meno spazio nel suo portafoglio.

Ora uno se ne può anche infischiare di Blackrock, perché i mercati – si sa – sono a dir poco odiosi, e il pueblo unido jamàs serà vencido o come si dice oggi. Rimane il fatto che ogni anno dobbiamo rinnovare un duetrecento miliardi di debito che serve, fra l’altro, a pagare gli stipendi anche a molti di quelli che odiano a buona ragione i mercati. Ora se uno guarda all’andamento del mitico spread sembra che tutto taccia.

Ma chi conosce i mercati lo sa quanto sono infidi. Basta che ti distrai e bum: ti ritrovi qua.

Sicché capirete perché noi modesti osservatori viviamo con una certa trepidazione la deriva vagamente lisergica della nostra vicenda politica. Visto che ormai si sono esaurite tutte le possibili combinazioni del gioco “chi si allea con”, e pur sperando che si prendano tutto il tempo necessario a fare un governo, ho il sospetto che alla fine il futuro che ci aspetta sia quello illustrato con rara efficacia oggi da un giovane barese di 27 anni, divenuto d’improvviso uno stilita.

Raccontano che, dopo una lite con la famiglia, che gli rimproverava il suo stato di disoccupato, il giovane afflitto sia andato a rifugiarsi in cima a un traliccio, immagino perché qualcuno gli abbia raccontato che in Italia ormai si lavora solo a termine

Il giovane barese, che chissà quante volte era stato licenziato quest’anno, avrà pensato che da lassù espierà di sicuro i suoi peccati e anche quelli dei suoi genitori, che chissà quante volte l’hanno rimproverato per esser stato licenziato quest’anno, e per sovrammercato anche i nostri, come vuole la la vulgata dei santi abitatori di colonne. Che dirgli, a questo giovane stilita? Possiamo consolarlo spiegando che speriamo che il suo esempio venga seguito. Così i nostri geni al lavoro nel parlamento potranno fare un governo per dare a tutti un traliccio di cittadinanza, nel caso non ce ne fossero già a sufficienza, e risolvere così d’incanto tutti i nostri problemi: con la Bce, la commissione Ue, BlackRock e i malnati mercati, che ricordano un po’ i genitori che rimproverano ai figli la disoccupazione. Siamo tutti giovani baresi.

A domani.

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