Cronicario: Allegria: il mattone s’ammoscia ancora


Proverbio del 28 marzo Se vuoi imparare qualcosa ascolta i bambini

Numero del giorno: 204.280.000.000 Importo pagato da Inps per le pensioni al netto di quelle pubbliche

E se avete ancora dubbi che va tutto per il verso giusto, anzi giustissimo, leggetevi l’ultima release Istat sul mercato delle abitazioni, che espone il risultato indubitabile del nostro successo.

Si lo so, è una roba noiosa. Ve la semplifico così.

In pratica le case nuove hanno prezzi tornati a quelli di otto anni fa. Quelle vecchie hanno perso circa un quarto del loro valore. Col che la mitologica ricchezza degli italiani – la casa – è dimagrita senza pietà, alla faccia del fisco che ogni anno aspira senza pietà una quarantina di miliardi di imposte a vario titolo dal mattone degli italiani.

Giuro che non l’ho inventato questo dato. L’ha detto qualche giorno fa il direttore dell’Agenzia delle entrate alla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, dove è venuto anche fuori che “le imposte di natura reddituale pesano per il 21%, quelle di natura patrimoniale per il 49% e quelle sui trasferimenti e sulle locazioni (Registro) per il restante 30%”. E mica solo questo. I nostri pregevoli tassator cortesi ci fanno anche sapere che il valore di mercato delle case degli italiani è quasi il doppio di quello catastale. Addirittura era arrivato al triplo nel 2005 “a causa dell’impetuosa crescita dei prezzi”.

Ora dovreste essere felici che l’impetuosa crescita sia diventata una decrescita, e ringraziare il governo che per tutto quello che fa e farà in futuro per contribuire. Primo perché più i prezzi si avvicinano al valore del catasto, prima la smettono di parlare di riforma del catasto, visto che serve solo succhiare nuove tasse ai proprietari di casa. Non ci credete: leggete questa pregevole dichiarazione rilasciata dal nostro direttore della suddetta Agenzia secondo il quale “un’eventuale riforma delle attuali modalità di determinazione delle rendite catastali comporterebbe notevoli vantaggi, in termini di efficienza ed equità, al sistema della tassazione immobiliare”.

Poi perché i prezzi bassi finalmente consentiranno anche ai poveri di comprare casa. Anzi, la decrescita felice del mattone lancerà il programma più amato dagli italiani, dopo il reddito e la pensione di cittadinanza: la casa di cittadinanza. Arredata, ovviamente.

A domani.

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