Si stringe il legame fra banche e banche ombra negli Emergenti


Nessuno si stupirà nell’osservare come l’infittirsi dei legami fra banche e non banche abbia interessato sempre più anche i paesi emergenti, che ormai partecipano a pieno titolo alla globalizzazione. In chiave minore, ovviamente. Ma comunque andante.

Nel primo quarto del 2020 più del 15% dei crediti bancari transfrontalieri verso Messico, Arabia Saudita, Argentina sono arrivati a istituzioni finanziarie non bancarie (NBFIs). Degna di nota la circostanza che per alcuni di questi paesi emergenti – Brasile, Sauditi, Taipei e soprattutto la Cina – questi crediti per oltre il 60% siano denominati in dollari.

Segno evidente di come molto della nostra globalizzazione dipenda dagli umori dell’egemone in carica, e di come ciò valga soprattutto per questi paesi che, non a caso, stanno cercando in tutti i modi di costruire sistemi di pagamento alternativi. Il caso della moneta cinese di banca centrale è sicuramente il più interessante da osservare, anche se ancora poco noto.

Tutto ciò espone gli Emergenti a non poche complessità, che diventano rapidamente problemi quando cambia il clima, come è accaduto di recente nei mesi più difficili della crisi Covid.

Durante le turbolenze osservate a marzo, cui molto contribuirono le vendite disordinate di asset dal parte di molte NBFI bisognose di liquidità per ricoprire i propri margini, emerse con evidenza che a questi “fire sales” si accoppiò una crescente dipendenza delle banche dalle NBFI, come ad esempio i fondi monetari, per le loro esigenze di liquidità a brevissimo termine. Il risultato finale di questo “tiraggio” di fondi fra banche e non banche fu l’impennata dei crediti transfrontalieri nel primo quarto di quest’anno, arrivati a quasi 800 miliardi,quasi il triplo del normale. Una valanga.

A questa tendenza non sfuggirono, ovviamente, gli Emergenti, che ormai, come abbiamo visto, tendono a replicare non solo le policy, ma anche le linee finanziarie di collegamento tipiche delle economie avanzate.

Queste ultime sono state ovviamente le protagoniste di questi flussi transfrontalieri, come si può osservare dal grafico sotto.

Il fatto che fra le grandi economie censite oggi appaia anche la Cina ci dà la misura di quanto sia ormai pervasiva l’internazionalizzazione dei capitali. Che a differenza di quella delle merci non da segni di arretramento. Ma questa è una storia che vi racconteremo un’altra volta.

(2/fine)

Puntata precedente: Il matrimonio morganatico fra banche e banche ombra

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