Etichettato: cambiamento climatico

Cronicario: Cambia il clima, infatti non ci sono più le mezze stagioni


Proverbio del 25 settembre La felicità è una ricompensa che arriva a chi non la cerca

Numero del giorno: 6,8 Crescita % pagamenti elettronici in Italia nel 2018 rispetto al 2017

Forse l’avete già sentito, ma è meglio ripeterlo forte e chiaro: non ci sono più le mezze stagioni. E nel caso vi fosse sfuggito, questa è una conseguenza di un evento devastante: il cambiamento climatico.

Prima che tiriate fuori l’ombrello (o la canotta) sappiate che è una cosa seria. Anzi: serissima. Proprio in queste ore l’IPCC, che non è un poliuretano né un solvente, ma l’acronimo di un comitato scientifico dell’Onu, sta rilasciando le sue ultime profezie secondo le quali “nel ventunesimo secolo, a causa del riscaldamento globale, gli oceani vedranno un aumento senza precedenti della temperature e della acidificazione, un calo dell’ossigeno, ondate di calore, piogge e cicloni più frequenti e devastanti, aumento del livello delle acque, diminuzione degli animali marini”.

La cosa è seria. Anzi serissima. E l’affare s’ingrossa. “La perdita di massa globale dei ghiacciai, la fusione del permafrost e il declino nella copertura nevosa e nell’estensione dei ghiacci artici è destinata a continuare nel periodo 2031-2050, a causa degli aumenti della temperatura di superficie, con conseguenze inevitabili per straripamenti di fiumi e rischi locali”. Sicché eventi climatici estremi come El Nino e la Nina “sono destinati a diventare più frequenti.

E soprattutto “gli oceani si sono riscaldati senza interruzione dal 1970 e hanno assorbito più del 90% del calore in eccesso del sistema climatico. Dal 1993, il tasso del riscaldamento dell’oceano è più che raddoppiato. Le ondate di calore marine sono raddoppiate in frequenza dal 1982 e stanno aumentando in intensità”.

Stando così le cose non ci resta che sentirci in colpa. Sarà sicuramente colpa nostra se il mondo finirà cotto a vapore. E colpa delle nostre auto diesel, dei condizionatori, delle emissioni di CO2, dei cellulari, delle fritture di pesce senza controllo e dulcis in fundo, delle puzzette delle mucche che alleviamo sadicamente per mangiarcele. Siamo (in larga parte) brutta gente e ci meritiamo di sparire. Proprio come i dinosauri dopo l’asteroide, i mammuth dopo la glaciazione o gli Ittiti dopo la bottona di caldo del XII secolo avanti Cristo. Per non parlare dei giardini africani dopo l’altra botta di caldo iniziata nel I secolo DC, che quando finì, nel IV scatenò un brezzolina talmente fresca che calarono gli Unni dalle steppe in cerca di un posto al sole. E che dire del Mar Nero che nel 6.400 AC (dicono) fu invaso dal Mediterraneo che si era talmente gonfiato, dopo la fine della glaciazione, da esondare e riempirlo fino all’orlo del Bosforo?

Che dite? All’epoca non c’erano le auto diesel? Non c’erano neanche gli ambientalisti, se per questo. Ma ieri, come oggi, non c’erano già più le mezze stagioni.

A domani.

Cronicario: Miracolo climatico a Berlino


Proverbio del 20 settembre L’estate muore sempre annegata

Numero del giorno: 33.474 Migranti morti nel Mediterraneo dal 2014 secondo Oim

Pentitevi, popolo di miscrendenti, voi che dubitate delle tortuosissime ma sempre azzeccatissime strade della provvidenza, asfaltate dalla sua mano invisibile sull’acciottolato delle nostre piccole cronache quotidiane. Qualcosa di inusitato sta per verificarsi: la Germania spenderà un mucchio di soldi pubblici.

Lo so è pazzesco. L’ultima volta era successo per la riunificazione post ’89 e poi nisba. Un popolo a dieta. Figuratevi che ogni anno da circa un lustro il governo chiude il bilancio in attivo, manco fosse la casalinga di Voghera. Ma quest’epoca è finita: ora cacciano dal materasso un bel cinquantino. Di miliardi eh.

Il miracolo lo dobbiamo a un evento diciamo storico. Il cambiamento climatico.

Solo i tedeschi ci potevano cascare. Si vocifera che fossero tremendamente preoccupati dopo l’ultima estate a 35 gradi che stava trasformando Dussendorf in una piccola Bari, ma senza il mare. Il pensiero di finire come noi deve averli terrorizzati.

E allora bando alle ciance e mano al portafoglio. Ed ecco qua: 50 miliardi di investimenti per far cambiare il cambiamento climatico, roba forte. Tre punti del nostro pil, alla faccia nostra che vorremmo ma non possiamo. Ma con un’avvertenza: non faranno mai deficit e terranno il bilancio in pareggio.

Ma tranquilli, il ricambiamento climatico opera attraverso vie misteriose.

Buon week end.

Cronicario: Non c’è sfiducia, c’è solo caldo


Proverbio del 27 giugno Le chiacchiere non cuociono il riso

Numero del giorno: 20 Taglio % forza lavoro previsto dalla Ford in Europa

Oggi è uscita la solita nota della fiducia di Istat ed è venuta fuori una notizia che ha lasciato tutti a bocca aperta: siamo scesi sotto quota 100.

Ma no, che avete capito? Non si parlava mica (una volta tanto) di abbassamento dell’età pensionabile (purtroppo). Si parla di fiduci. Quelle delle famiglie a giugno è scesa sotto i 100, a 99,3. Quelle delle imprese da 111,6 a 109,6.

Vedete che belline le curve là sopra? Ecco, noterete che si sono un po’ ammosciate e francamente è una cosa  inspiegabile. Siamo circondati da notizie fantastiche. Per dire: l’Ilva chiuderà a settembre, così la finiamo di inquinare il litorale puglies: e uno. L’Alitalia si perde pure Atlantia, perché i due VicePremier non riescono a farne uno intero e litigano su tutto: e due. Di sicuro c’è la fila là fuori per comprarsi la compagnia. Aumentano pure le entrate fiscali: e tre. Che però verranno tagliate quanto prima: e quattro. Soprattutto aumentano le spese pubbliche che molto presto moltiplicheranno i pani e i pesci in modo da avere una fine d’anno bellissima (semicit.): e cinque.

E c’è anche una sesta ottima notizia. E’ stato approvato il decreto sulla crescita, che come ha prontamente tweettato il Primo Minestra “è il segnale di un Paese che fa sistema e rilancia l’economia. Agevolazioni fiscali per le imprese, promozione degli investimenti privati, tutela del made in Italy: il Governo è con i cittadini per continuare a crescere. Insieme”.

E allora come si spiega il calo di fiducia, per giunta proprio nella bella stagione? Facilissimo: fa troppo caldo. Vorrei vederlo il vostro sentiment a 38 gradi all’ombra. Il mio s’è squagliato. Mi sono ammosciato come un gelato sciolto. Peggio: come le curve dell’Istat. Ma non mica colpa mia, sia chiaro. Il cambiamento climatico indotto dalla globalizzazione voluta dal turboliberismo sorosiano che sponsorizza l’Ue ha guastato il nostro meraviglioso clima mediterraneo di una volta. Non ci sono più le mezze stagione, l’avrete sentito dire. Ma non state a preoccuparvi,il governo del cambiamento (climatico) sovrano ha una soluzione geniale pronta.

Più ghiaccio per tutti. Meglio nello spritz.

A domani.