Etichettato: cronicario the walking debt

Cronicario: Cercasi casa (usata) disperatamente

Proverbio del 2 luglio L’ozio è un grande tormento, il lavoro un grande riposo

Numero del giorno: 1.270.000.000 Sanzioni comminate dall’Antitrust in Italia da gennaio 2018 a oggi

Anche oggi all’ora delle buone notizia, quindi dopo il primo caffé e prima del secondo, l’Istat non ha fatto mancare il suo personalissimo contributo al buonumore nazionale (ossia il mio) producendosi nell’ultima rilevazione dei prezzi delle abitazioni, quella che i secchioni chiamano Ipab. Notizia ghiottissima per chi sta corto di metratura e stendiamo un velo pietoso sul reddito.

L’ampio popolo degli stipendi bloccati può esultare: il mattone continua a perdere peso. Fra poco diventerà una mattonella, finalmente intonata con la capacità di indebitamento della famiglia media. A patto di accontentarsi però. Al massimo ci scappa un usato.

D’altronde col nostro reddito medio disponibile, circa ventimila e rotti euro l’anno, non è che uno può pensare di comprarsi una casa nuova, visto che i prezzi di queste abitazioni sono cresciuti di uno stratosferico 0,8% dal 2010. Un dato che fa impallidire i nostri cugini europei, visto che in media Ue i prezzi sono cresciuti dell11% da allora.

Fosse anche pochino, quello 0,8% in più, comunque è sempre più della crescita media dei redditi negli ultimi lustri.

E questo spiega la ragione delle intelligentissime politiche adottate in questi anni grazie alle quali il prezzo delle abitazioni usate è calato di quasi il 24%. Adesso manca solo che le banche facciano i mutui senza interessi, ed ecco servito il prossimo miracolo italiano: la mattonella comprata col reddito di cittadinanza. A rate, ovviamente.

A domani.

 

Cronicario: Inflazionatemi tutto, ma non le vacanze

Proverbio del 28 giugno Mentre nuoti ricordati i vestiti a riva

Numero del giorno: 5.500.000.000 Calo raccolta risparmio gestito in Italia a maggio

E ad un certo punto della mattina il nostro amatissimo Istat produce la sua buona notizia del giorno. L’inflazione è ferma, immobile, marmorea. Neanche il caldo sorosiano riesce a scongelare i prezzi.

Una bellissima notizia, ne converrete. Specie adesso che cominciano le vacanze e uno riesce pure a risparmiare qualcosa.

No aspe’…

 

Per fortuna il carrello della spesa cresce solo dello 0,3%. Sarà un’estate bellissima (semicit.).

Buon week end.

A lunedì.

Cronicario: Il governo taglia l’aumento delle tasse

Proverbio del 25 giugno Per chi le cose nel momento giusto ogni giorno vale tre

Numero del giorno: 1.440 Prezzo in dollari dell’oncia d’oro, al massimo da sei anni

Per chi si fosse sintonizzato solo adesso: va tutto bene. Il governo del cambiamento sta procedendo spedito verso il sol della governabilità a venire che, come ci ha ricordato uno dei VicePremier, è l’unica garanzia contro il temutissimo governo dei tecnici che potrebbe persino sapere quello che fa e perciò interrompere un’emozione.

Ma state sereni, siamo ancora lontani da certe derive. Me ne convinco leggendo alcune illuminate dichiarazioni del ministro dell’economia, che rima (e non a caso) con Mammamia, che, fra le altre cose, assicura la ferma volontà del governo “di tenere il deficit basso e continuare con l’obiettivo di diminuzione del debito non attraverso l’innalzamento delle tasse ma attraverso più basse spese correnti”.

La migliore comunque è arrivata dopo. A chi gli chiedeva se, come giurato e spergiurato, nella prossima finanziaria arriverà l’gognatissimo taglio delle tasse, il ministro della (fanta)economia ha detto: “Certamente fa parte dei nostri obiettivi”. Ci sarebbe quella cosetta da una ventina di miliardi di Iva, che sempre tasse sono. Ed è qui che si può apprezzare il genio del governo del cambiamento. Infatti il mi(ni)ster ha spiegato che in “il parlamaneto l’ha approvato e perciò fa parte dell’attuale legge dello stato”. Aggiungendo però che “stiamo lavorando per evitarlo”. Quindi si tagliano quest’anno le tasse aumentate l’anno scorso.

Questo si che è un cambiamento.

A domani.

 

 

Cronicario: Io so dove sono le coperture ma non ve lo dico

Proverbio del 24 giugno Giudica il mondo con la bilancia dell’innocenza

Numero del giorno: 150.099 Numero di domande per Quota 100 arrivate all’Inps

Allora: abbiamo una ventina di miliardi abbondanti di clausole Iva da disinnescare giusto? Poi dobbiamo fare la flat tax (e che, non fai la flat pax?) – e sono secondo le ultime stime social del VicePremier SoTuttoIo, evoluzione naturale del VicePremier Unoemezzo, un 10-15 miliardi. Quindi ci sono gli investimenti ad alto moltiplicatore che chissà quanto ci costano (e che, non fai gli investimenti produttivi? la crescitaaaaa). E poi ci sarebbe quell’agevolazione, quella deduzione, quell’incoraggiamento, quel sostegno. Tutta roba assolutamente necessaria, questo e quell’altro, senza dimenticare quell’altro ancora.

Ecco, di fronte a tutto ciò, a un’Europa minacciosa, a mercati schifiltosi (ma comunque cari), crescita da paralitici rimane appesa nell’aria la tremenda domanda: dove sono le coperture per queste qualche decina di miliardi di spese?

Lo so che voi – ma neanche io, figuriamoci – non vi occupate di queste quisquilie e pinzillacchere, che è roba da ragionieri che non sanno volare sul tappeto volante dei minibot o di chissà cos’altro ferve nella ripida immaginazione del governo del cambiamento. Epperò senza coperture, come insegnano i carpentieri, entra acqua dai tetti. E figuratevi che capita a un bilancio statale.

Perciò capirete che persino gli informatori nazionali, quelli che parlano coi politici credendo persino a quel che dicono, a un certo punto abbiano fatto la suddetta domanda (e le coperture?) a un sottosegretario del cambiamento, che ha risposto così: “Le coperture della flat tax? Non le dico altrimenti Xxxx me le ruba…”. Xxxx è un altro Vicepremier, ma di complemento (di Due) che appartiene pure al partito avverso/alleato. Al quale il nostro eroico sottosegretario, immagino per far capire quanto sta sul pezzo chiede le “coperture del salario minimo”, misura che in una certa forma “è dannosa per le imprese” ed è stata bocciata “da tutto il mondo economico”.

Io la so, la copertura, ma non ve la dico.

A domani.

 

Cronicario: E dopo la Cassa ci mangiamo la cassata

Proverbio del 21 giugno Il petto dei saggi è la tomba dei segreti

Numero del giorno: 21.000.000.000 Bolletta petrolifera italiana nel 2019 nelle stime dell’UP

Ora che la Cassa depositi e (soprattutto) prestiti ha annunciato che verserà al governo del cambiamento, come da costui gentilmente richiesto, il resto del dividendo che aveva messo da parte per i tempi magri, non ci resta che prepararci alle cose belle che si stanno organizzando per noi, plasticamente illustrate nella meravigliosa lettera che il Primo minestra ha mandato a quegli insensibili della commissione Ue.

Peraltro non è che non ci stiamo provando a rispettare i patti. Per dire: il nostro ha ricordato che “per il 2020 il governo ha ribadito che intende conseguire un miglioramento di 0,2 punti percentuali nel saldo strutturale di bilancio. In linea con la legislazione vigente, il programma di stabilità prevede un aumento delle imposte indirette pari a quasi l’1,3% del pil, che entrerebbe in vigore nel gennaio 2020”.

Nel senso che è previsto l’aumento dell’Iva, ma al condizionale, quindi rassicuratevi. Ma nel caso ve lo foste dimenticato, ecco cosa ci aspetta l’anno prossimo se il governo del cambiamento di aliquote non trova una ventina di miliardi per cambiare le clausole di salvaguardia.

Paura? Non temete, perché a metà mattinata è planato su di noi Capitan Italia, meglio noto come Vicepremier Unoemezzo, che col suo scudo scacciaspread ha detto: “”I soldi ci sono, basta volerli usare”. E soprattutto: “Non ci sarà alcuna manovra correttiva”. E infine: “La Ue non impedirà la crescita dell’Italia”.

Così finalmente è diventato chiaro cosa ci aspetta, dopo che ci siamo mangiati la Cassa.

Poi caffé e ammazzacaffé. Giusto in tempo per l’inizio della Quaresima.

Buon week end.

Cronicario: Vogliamo rispettare le regole Ue, ma con lo shocko fiscale

Proverbio del 19 giugno L’uomo a qualunque età non è mai perfetto

Numero del giorno: 5,8 Crescita % export italiano su base annua ad aprile

Come sempre bellissimo, pettinatissimo e forbitissimo, oggi il nostro meraviglioso Primo minestra s’è fatto vedere alla Camera dove gli onorevoli attendevano in trepidante attesa le sue dichiarazioni.

Discorso in vista del consiglio europeo di domani e dopodomani dove ci aspettano grandi cose. Il nostro Primo, per nulla timido, ha auspicato persino “un portafoglio economico di prima linea per l’Italia” nella prossima Commissione Ue. Col che ingenerando qualche equivoco.

Si è capito dopo che parlava della futura Commissione Ue. A proposito: chissà se quella uscente lancerà sul tavolo del Consiglio anche quella praticuccia dell’infrazione sul debito. Quei numeretti là, sapete di cui forse si occuperà l’Eurosummit del 21 che il Nostro auspica “non faccia scelte divisive”.

Anche perché sia chiaro: “L’Italia intende rispettare le regole europee”. Al massimo ci prendiamo la libertà di “una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita”.

Questa pericolosa deriva estremista pare sia condivisa anche dal ministro Mammamia, che rima e non a caso con economia, che ha rilasciano una intervista davvero sfidante al FT nella quale fra le altre cose dice che non solo “i minibot non servono e nessuno vuole uscire dall’euro“, ma che esiste la possibilità che spenderemo 3-4 miliardi in meno da reddito di cittadinanza e quota 100. Quindi risparmieremo sul deficit, che comunque dovrà essere ridotto.

Arguisco che il governo ha un piano. Ci presenteremo dicendo che vogliamo rispettare le regole Ue, ma anche ridurre il deficit. E che magari aumenteremo anche l’avanzo primario, visto che ci siamo, visto che siamo l’ultimo paese europeo ad avere un costo degli interessi sul debito più alto della crescita nominale.

Immaginatevi gli applausi. Ma poi quando meno se l’aspettano, caliamo l’asso, plasticamente anticipato poco fa dal glorioso VicePremier Unoemezzo sui social: “Governi fessi, complici e ignoranti non ce ne sono più. Stiamo lavorando per avere uno shock fiscale”. Semmai uno shocko.

A domani.

Cronicario: L’Italia esce dall’euro ed entra nel dollaro

Proverbio del 18 giugno Il frutto maturo cade da solo ma non nella nostra bocca

Numero del giorno: 0,9 Tasso % inflazione in Italia a maggio su aprile

E dopo aver seguito come Pollicino le migliaia di mollichine seminate dal governo del cambiamento lungo il percorso verso la nostra perenne felicità, posso dire che con la giornata di oggi si è segnata una tappa epocale del percorso suddetto.

Ma prima di allietarvi con la notizia del giorno, bisogna fare alcune premesse necessarie. Partiamo da un fatto: la povertà esiste ancora, perbacco.

Poco male, è una conseguenza del fatto che esiste ancora anche la ricchezza, ma fonti beninformate ci dicono che il governo del cambiamento sta lavorando anche su questo, quindi aspettiamo fiduciosi. Nel frattempo contentiamoci di sapere che l’abolizione della povertà è solo rimandata. I segnali ci sono tutti. Si comincia dalla flat tax, che, giura Vicepremier Unoemezzo, più scatenato che mai “è una priorità”, allerta arrivato poco dopo che il VicePremier di complemento (di Due) aveva detto che la priorità era il salario minimo.

Sicché è dovuto intervenire il vecchio saggio, nella figura del ministro Mammamia, che rima con Economia e non a caso. Prima ha speso parole forti contro i minibot “non penso che si faranno, voglio essere chiaro su questo”, dopo che il VicePremier Unoemezzo aveva detto il contrario. Poi ha offerto ai due litiganti, che marciano divisi per spendere uniti la regina delle soluzioni capace di fare felici tutti. Ma proprio tutti eh.

“Flat tax e salario minimo sono importanti”, ha detto il ministro Mammamia, “ma bisogna vedere come fare”. E a chi gli ricordava le parole del solito VicePremier che esortava il governo a varare una manovra fiscale trumpiana, ossia spendere come se non ci fosse un domani, il ministro ha detto: “Per fare una manovra trumpiana serve il dollaro, noi abbiamo l’euro”.

Ecco la novità: Nel corso del week end usciremo dall’euro ed entreremo nel dollaro. Ma non ditelo a nessuno. E’ un segreto.

A domani.

Cronicario: Una rottamazione ci salverà

Proverbio dell’11 giugno Il cammino del viaggiatore è tracciato dagli astri non dalle dune

Numero del giorno: 0,9 Calo % spesa reale della famiglie nel 2018

Allora: abbiamo il Primo Minestra che assicura “l’impegno del Governo a concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive”.

Poi c’è il ministro Mammamia, quello che si occupa (e non a caso) di economia che fa pure meglio: “Il Governo è determinato a centrare gli obiettivi adottando la dove necessario le iniziative adeguate per il loro raggiungimento”. Stime più aggiornate che “lasciano intendere che a consuntivo i saldi di finanza pubblica saranno sostanzialmente minori, pur a legislazione invariati, di quelli stimati in precedenza e risulteranno di conseguenza coerenti con quanto previsto dal braccio preventivo del patto di stabilità e di crescita”.

Ma soprattutto abbiamo Lui, VicePremier Unoemezzo: “Eviteremo la procedura di infrazione garantendo la crescita, il diritto al lavoro e il taglio delle tasse. Non ci sarà nessuna manovra correttiva e nessun aumento di tasse”.

Avendo la fortuna di essere governato da siffatti fenomeni, attendo spavaldo e speranzoso la prossima mossa del cambiamento, che, manco a dirlo, arriva a stretto giro. La commissione Bilancio della Camera riapre i termini della rottamazione delle cartelle esattoriali. C’è tempo fino al 31 luglio per chiudere quel debituccio, che sarà pagabile in 17 rate. Speriamo in minibot.

Dagli amici mi salvi Dio…

A domani.

Cronicario: Btp Tvb

Proverbio del 30 maggio Gli uomini sono argilla, gli dei vasai

Numero del giorno: 15.600.000.000 Valore scambi del mercato immobiliare non residenziale italiano nel 2018

E visto che da qui all’anno prossimo abbiamo un qualche centinaio di miliardi di titoli pubblici da vendere in asta – dovendoci persino pagare gli interessi (che tempi signora mia) – sappiate che oggi ce ne sono state un po’, di queste aste, col quinquennale a spuntare tassi in rialzo – all’1,82% – essendo ormai trascorso il  tempo dei tassi bassi.

Eh già: c’è stato un tempo in cui il decennale pagava meno dell’1%. Ma quelli erano tempi tristi: non c’era ancora il governo del cambiamento.

Lo so è incredibile. Ma quel tempo triste è finito. Adesso siamo felici, e infatti lo spread, che misura il differenziale fra la nostra felicità e quella dei tedeschi (notoriamente bassa) non finisce di regalarci soddisfazioni. Anche le aste, per dire. A parte il quinquennale, venduto al rialzo, abbiamo pure la domanda del decennale che cala. Che non vuol dire affatto che il nostro Btp sia meno desiderato dai nostri investitori: al contrario. C’era talmente la fila a far acquisti che si sono impicciati, tutto qua. D’altronde come fai a non amare il Btp?

Ecco, amatelo. Paga pure bene. Forse.

A domani.

NB C’è stato un incontro fra il ministro Mammamia e Vicepremier Unoemezzo e i suoi dioscuri dell’economia. Promettono tagli di tasse e chissà cos’altro. Scaldate il portafogli.

 

Cronicario: S’avanza VicePremier Unoemezzo

Proverbio del 27 maggio Vivi sobrio e sarai ricco come un re

Numero del giorno: 184.800.000.000 Deficit scambio beni in euro dell’Ue verso la Cina

Mi sveglio una mattina che VicePremier Uno&Due non ci sono più. La risacca dell’Onda verde mi lascia in eredità che l’ex coppia più bella del mondo ha cambiato nome. Adesso sono VicePremier Unoemezzo&Zerocinque, con l’ultimo a intonarsi sulle nostre prospettive di crescita economica e il primo sulla crescita del deficit pubblico (oltre al mitico 3% ormai praticamente raggiunto).

E infatti non fa in tempo a aprire bocca, il nostro novello VicePremier Unoemezzo, che già dalla fauci esce la promessa: “Choc fiscale positivo”.

Poi se ci mettete dentro che in una nota isoletta siciliana la squadra di VicePremier Unoemezzo ha superato il 45%, ecco che si delinea la grande domanda alla quale la politica di VicePremier Unoemezzo dovrà dar risposta nei prossimi sei mesi.

Lo scopriremo solo pagando.

A domani.