Etichettato: domanda immobiliare eurozona dopo aumento tassi

Prime crepe nel mattone europeo


Finché la barca andava, a nessuno veniva in mente di preoccuparsi più di tanto della straordinaria crescita dei prezzi dell’immobiliare nell’eurozona che alla lunga si è anche trasmessa ai mercati più pigri, come il nostro. I tassi rasoterra hanno incoraggiato notevolmente la domanda di credito, e insieme al debito degli acquirenti sono cresciuti i prezzi. Da cui discende che, per la ragione opposta, adesso si teme la contrazione associata per logica all’aumento dei tassi, che già esibisce diverse crepe sulla domanda di credito.

Si tratta di una dinamica, osservata dalla Bce nel suo ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, che non incide soltanto sui prezzi dei prezzi degli immobili residenziali (residential real estate, RRE), ma anche su quelli commerciali (commercial real estate, CRE), segmento assai sensibile alle ripercussioni dell’aumento dei tassi di interesse. Le rilevazioni della banca centrale hanno già evidenziato una crescita della quota degli investitori che vedono il mercato orientato al ribasso, e l’aumento di quelli che giudicano il mercato sopravvalutato. Le mitiche bolle immobiliari.

La crescita dei prezzi, d’altronde, è stata persino esagerata in alcune economia europee. E adesso che le condizioni creditizie si vedono in rapido peggioramento, ciò non potrà che generare conseguenze sulla domanda di immobili, sia commerciali che residenziali. “Dopo un lungo periodo di rapida espansione – conclude la Bce – il mercato immobiliare dell’eurozona zona potrebbe aver raggiunto un punto di svolta”. Speriamo che la svolta non conduca a un vicolo cieco.

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