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Cartolina. Piano con la ripresa e la resilienza


Adesso che siamo tutti convinti che il denaro europeo ci salverà da noi stessi, dovremmo accelerare per averne di più. Oppure no? Ora che siamo convinti che il debito europeo, che però pagheremo comunque noi italiani, salverà il mondo, visto che la bellezza tarda ad occuparsene, dovremmo prepararci a incassare questa benedetta seconda tranche. Oppure no? Adesso che finalmente ci dicono che questi altri 21 miliardi europei varcheranno i confini della Nazione, potremmo finalmente sorridere. O almeno provarci? E invece no. Rimaniamo sommamente infelici. Forse perché c’era un piano per aumentare la resilienza e persino la ripresa. Ma va troppo piano.

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Cartolina. L’altro PNRR


Poiché molto si è detto e scritto del PNRR, celeberrimo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nostra personalissima porta d’ingresso alle gioie del debito europeo finalmente condiviso, ci è sembrato utile farvi sapere che esiste un altro PNRR del quale la libera stampa tende a dimenticarsi. Forse perché del PNRR celebre è il gemello diverso: quello che ricorda a tutti che poi i debiti si devono restituire. Questo PNRR si declina come Piano Nazionale di Resistenza e Rimborsi e, a differenza del primo, che occupa decine di pagine, occupa appena due righe: nel 2021 dobbiamo restituire 218 miliardi, nel 2022 219 miliardi che arrivano a 245 nel 2023. La somma fatela da soli.