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Cartolina. Il Sovranovirus


Tante crisi sono passate sotto i ponti dei bilanci bancari, oggi più che mai divenuti ricovero dei nostri bond pubblici. Il tanto temuto e vituperato abbraccio fra banche e titoli di stato, conosce la sua ennesima primavera in questo marzo 2020, quando torna a sfiorare i 400 miliardi, quasi 300 dei quali in Btp, il doppio di vent’anni fa. Torniamo così al livello degli anni più bui della crisi dell’euro, quando il soccorso bancario al debito pubblico fu inevitabile, e agli anni che seguirono, con le banche che iniziano a disfarsi di questa montagna di bond fino ad arrivare agli inizi del 2018, quando arrivò il governo del cambiamento, che in effetti cambiò anche questa tendenza. Le banche dovettero farsi carico dell’ennesima crisi dello spread. E poi il coronavirus, ovviamente. Ma le banche il loro personalissimo virus l’avevano già in pancia. Quello sovrano.

Cronicario. La seconda ondata di sovranovirus


Proverbio del 12 maggio I piedi portano dove va il cuore

Numero del giorno: 5,7 Crescita % depositi bancari a marzo in Italia

Dotato anch’egli di corona, come si addice a un regnante, il sovranovirus tende a passare inosservato in tempi di pandemia di coronacoso, ma comunque alla fine presenterà il conto. E bisognerà pure pagarlo.

Ed ecco allora che dal suo pulpito il noto eretico, assurto alla gloria di poliziotto del quartiere Affari, esorta il risparmioso contribuente italiano, meglio se anziano e vagamente svanito, a investire nel Btp,ossia il debito sovrano, con ciò echeggiando pari gloriose esortazioni rivolte da rinomati banchieri.

Mentre gli ottimati nostrani vellicano gli istinti più nobili del popolo, ventilando titoli irredimibili, magari a tasso zero ma patriottici, fra le banche iniziava a diffondersi, non osservata e tantomeno prevista la seconda ondata della temibilissima epidemia di sovranovirus, contro la quale non c’è mascherina che tenga. Anzi forse sì.

Proprio come nel terribile ottobre 2019, quando le intemperanze del governo del cambiamento avevano fatto sfiorare il lockdown alle aste di Btp, le banche italiane hanno ricominciato a imbottirsi di titoli sovrani. Ne avevano 383 miliardi a febbraio, e sono arrivati a 397 ad aprile.

La seconda ondata di sovranovirus preoccupa gli specialisti, che già temono reazioni disperate o, peggio, un altro lockdown.

Stavolta delle banche.

A domani.