Etichettato: the walking debtù cronicario

Cronicario. Il futuro è nello Scart Working


Proverbio del 6 aprile L’uomo virtuoso cerca gli accordi, il vizioso a chi dare la colpa

Numero del giorno: 20.000 Denunciati nel weekend per inosservanza divieti Covid

Siccome viviamo nel paese più bello del mondo, dove sono nate la cultura, l’arte e soprattutto la storia, mi sembra del tutto logico che non abbiamo tempo di occuparci di pinzillacchere come il presente e ancor meno del futuro.

Noi siamo quelli del Novecento e del Piccolo mondo antico. Già ci irrita quando dicono di imparare le lingue barbare, e figuratevi quanto ci piace abitare in un mondo dove tutto deve essere cool, fashion, trendy e in particolare smart. L’avrete sentita questa storia dello smart woking no?

Ebbene, il coronacoso è riuscito nel miracolo che inutilmente agitava i sogni (e gli incubi) dei datori di lavoro di tutto il mondo: mandare a casa legioni di chissàcchefacenti  – per adesso retribuiti ma dategli tempo – in fretta e furia confezionati nella categoria degli smart worker. D’altronde c’è internet, perbacco. Mica mi vorrai ancora lavorare dall’ufficio? Quello che (non) fai lì lo puoi fare ancora dalla libreria di casa tua, a spese tue, col tuo computer con la connessione pagata da te.

Ci abbiamo creduto. Ma mentre sognavamo tutti convintamente – colpa della clausura eh – di essere diventati davvero moderni, è arrivato il risveglio nella forma di un bel dindon statistico, targato Istat, la quale, gentilmente, ci ricorda che…

Quindi solo 3 ragazzi su dieci, – il famoso futuro – un po’ meno dei quattro su dieci che vivono sovraffollati – e figuratevi i loro genitori – hanno competenze informatiche alte. Che già è un risultato apprezzabile se si considera che una casa su tre non ha pc e che solo 22% del totale ha un pc o un tablet.

Per fortuna la soluzione è a portata di mano. Pure se volessero rinchiuderci per il prossimo lustro – col coronacoso non si può mai dire – sappiamo già su cosa fare leva per non interrompere la produzione, l’istruzione, il lavoro e persino l’intrattenimento.

Il futuro non sarà smart. Sarà scart.

A domani.