Cronicario: L’Ue ha un piano: più #StrongBanks meno #StronzBanks


Proverbio del 23 novembre: A San Clemente l’inverno mette un dente

Winter is coming. E siccome l’inverno sta arrivando sul serio, i re travicelli che siedono sul trono di spade (spuntate) di Bruxelles guardano preoccupati l’orda di banche zombie che dall’est remoto, passando per il nord, sta arrivando dritto nel cuore del regno europeo, con gli occhi freddi di ghiaccio e carica di sofferenza.

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Anzi, di sofferenze.

npl-bce

Il grafico l’ho tratto dall’ultimo memento mori della Bce sui NPLs, rilasciato di recente, che fa il paio con un malloppo simile pubblicato dall’Esm qualche giorno prima.

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il tema è sempre lo stesso: le sofferenze bancarie. Che ha come corollario questo:

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le banche dell’Ue e in particolare quelle eurovinate hanno una redditività bassa, anche a causa delle generosità monetarie della Bce che strizzano i loro margini di interesse, ma soprattutto perché sono imbottite di prestiti morti che piano piano le hanno zombizzate, proprio come è successo in Giappone negli anni ’90.

Senza stare a farvela troppo lunga, il succo è che i commissari di Bruxelles hanno pensato di risolvere la questione una volta per tutte. Messo mano al pennino, hanno vergato un bellissimo pacchetto di riforme del settore bancario per l’Ue al grido di #StrongBanks. L’urlo di battaglia viene rilasciato massicciamente sulla rete e diventa virale.

strongbanks

L’idea che per rafforzare le banche serva una legge mi ricorda Nietzsche quando sfotteva quelli che credevano che un regolamento potesse cambiare la realtà, osservando che meritavano di insegnare filosofia in un’università tedesca. Tanto più in un’area geografica che è talmente piena di soldi da spedirli all’estero per spuntarci qualcosa.

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E mica noi italiani siamo diversi

Fonte: Bankitalia

Abbiamo portato un paio di cento miliardi là fuori negli ultimi due anni e siamo pure contenti

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salvo poi deprimerci quando ci tocca sentire storie come questa, che mi fanno capire una cosa molto semplice: nell’Ez per avere più #StrongBanks bisogna far piazza pulita delle #StronzBanks, che temo però siano la maggioranza. Sennò non si spiegherebbe come mai l’Ez, che è impaccata di soldi, ha le banche peggiori dopo quelle cinesi.

A proposito quei burloni del FT se ne escono con un pezzo che parla di Lehman moment per le banche dei figli di Mao, dovuto al fatto che il mercato all’ingrosso – ossia dove si vanno a chiedere i soldi per il funding bancario – minaccia di diventare più caro.

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Fossero solo questi i problemi della Cina

Più perfidamente Bloomberg parla della Germania perché la Bce intenda e tira fuori un  grafico che mostra come il biennale tedesco abbia visto diminuire il rendimento di una decina di punti negli ultimi giorni.

aumento-rendimenti-tedeschi

la fame di collaterale tedesco, alimentata dai dubbi sul futuro del QE made in Bce, ha portato il rendimento al -0,74%, ai livelli del 1990. In pratica dovete pagare un euro e mezzo per comprare un biennale da 100 euro che scade a dicembre 2018. Viviamo tempi miracolosi. Abbiamo scoperto il prezzo della paura.

Un altro prezzo che inquieta molti, e sul quale il vostro Cronicario preferito vi riferirà ogni giorno, almeno fino al 30 novembre, è quello del petrolio che oggi è tornato volatile.

prezzo-petrolio

i soliti bene informati danno la colpa all’Iran e all’Iraq, che non vogliono tagliare la produzione

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ma la partita è un filo più complicata di come la racconta il cronicario globale. Di mezzo c’è il balletto fra Opec e Russia, e soprattutto il terzo incomodo a stelle&strisce col faccione di Mister T.

A molti sarà sfuggito che alla fine del 2015 gli Usa, con Obama a nicchiare, parecchio contrariato, hanno liberalizzato l’esportazione di petrolio Usa vietata dal 1975. Il risultato è questo

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Notate che il mercato di destinazione del petrolio Usa è principalmente l’Europa, casualmente lo stesso mercato preferito del petrolio iraniano insieme a quello cinese e indiano, che come nota Bloomberg di roba americana ne comprano poco.

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Cosa significa? Mettetevi una pulciona nell’orecchio e provate a rispondervi da soli.

E sempre per parlare di prezzi paurosi, guardate questo

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In Brasile i prezzi immobiliari sono crollati del 20% nel secondo quarto 2016 rispetto a quello 2015, secondo voi come se la stanno passando le banche brasiliane?

Se vi è rimasto tempo e vi va di giocare fatevi un giro qui. E’ un simulatore preparato da Ubs tramite il quale potrete mettere alla prova la vostra capacità di governare un paese. Sarete i sovrani assoluti della politica fiscale, monetaria ed estera del vostro paese. Dei veri Trump. Non vi preoccupate di far bene. Finisce sempre male.

A domani.

 

 

 

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