La Chat di Crusoe con @alienogentile: Mps e il legame fra banche e stato


La settimana scorsa Crusoe (C) si è piacevolmente intrattenuto con Andrea Boda @alienogentile (A)

C Buongiorno Andrea, Mps sta ancora in prima pagina sui giornali ed entro pochi giorni sapremo come andrà a finire questa faccenda. Tu come la vedi?
A Buongiorno. Provo un sentimento prevalente di fastidio, con un sottofondo di preoccupazione: il governo pare abbia pronto un decreto che prevede la disponibilità di 15 miliardi per coprire gli aumenti di capitale non optati dal mercato. E nel caso del Monte non credo che il mercato vorrà sottoscrivere l’aumento. Una buona copertura potrebbe venire dalla conversione dei bond subordinati. Una conversione definita “volontaria” ma che io chiamerei “spintanea”…
C In questo caso sarà interessante vedere come si farà questa conversione. Non c’è il rischio che il bail out, uscito dalla porta, rientri dalla finestra?
A Il mercato festeggia il subentro del denaro pubblico nell’opera di sostegno del sistema, ma in qualità di contribuente non è che sia molto contento…direi che siamo alla ricerca, palesemente, di una forma non integrale di bail-in e pertanto in qualche modo sarà anche un bail-out. Ma il tempo stringe, la Bce ha dichiarato esplicitamente che a Mps mancano poco più di 20 giorni prima di esaurire la liquidità
C Insomma, la questione della stabilità finanziaria fa piazza pulita delle preoccupazioni regolatorie. In tal senso le voci tedesche riportate dalla stampa che invitano l’Italia a rispettare le regole somigliano a quelle che arrivavano da Bruxelles ai tempi della legge di stabilità. Siamo noi in difficoltà o è il sistema di regole che non regge?
A Il nostro paese ha una difficoltà genetica verso le regole. Se le nostre banche hanno collocato bond subordinati ai correntisti e titoli di loro emissione non quotati a semplici risparmiatori è grazie ad una vigilanza quantomeno distratta. D’altra parte -pur godendo del vantaggio competitivo di raccogliere capitale a condizioni di favore – molte nostre banche sono andate in difficoltà a causa dei crediti deteriorati, che si è scoperto derivano da concessioni fatte con logiche di relazione. Le banche sono nella strana condizione di essere creditrici del loro vigilante, vista la straordinaria quantità di titoli di Stato nei loro portafogli. Il connubio Stato-banche è dunque difficile da spezzare e qualunque forza esterna che cerchi di imporre regole si scontra con questa situazione.

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