Cartolina: Il secolo dei creditori


Si tende a dimenticare che gli oltre 215 trilioni di debiti che il mondo ha cumulato a fine 2016, secondo quanto ci raccontano i volenterosi enumeratori delle nostre obbligazioni, corrispondono ad altrettanti crediti. I corifei che lamentano – magari giustamente – i guasti che i troppi debiti infliggono a economie vecchie e stanche come le nostre, dovrebbero renderci edotti, al tempo stesso, circa l’effetto dei troppi crediti, che sono anche depositi, bancari o postali, assicurazioni, fondi pensione, fondi di risparmio, e non solo azioni, bond, più o meno subordinati, o altri spericolati prodotti finanziari che pochi spregiudicati speculatori gestiscono sulle spalle della povera gente. E invece tacciono, forse perché mentre si riflette molto sui guasti prodotti dal debito eccessivo, poco o nulla si ragiona su quelli che può provocare il credito esagerato. Si sottolinea con comprensibile raccapriccio che in vent’anni i debiti globali sono più che triplicati, raggiungendo il 315% del Pil. Ma non si ricorda che, di conseguenza, è più che triplicata anche la ricchezza di alcuni, che sono tanti, pure se assai meno di quelli che sono poveri. Mai i creditori sono stati tanto numerosi e tanto ricchi come in questo inizio di secolo. E forse è questo che turba le anime belle. Non i debiti.

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