Cronicario: Gli europei di successo sono poveri ma sani


Proverbio del 7 aprile La fine del bruco è l’inizio della farfalla

Numero del giorno: 69,93 Percentuale di dollari nelle riserve internazionali

Poveri ma belli, si diceva negli anni ’50, quando De Sica portava al cinema la gioventù italiana di belle speranze, armata di sorriso e buona volontà. Ora che siamo grandicelli e belli non siamo più, al massimo possiamo augurarci di invecchiare consumati dai debiti ma almeno in salute, come pare stia accadendo a greci a ciprioti, avanguardisti del new way of life made in EU: l’esser poveri ma sani.

Non ci crederete, ma Eurostat ci fa notare che sono proprio loro, greci  ciprioti, i più disgraziati (economicamente parlando) dell’ultimo lustro a sentirsi meglio. L’85% della popolazione, infatti, dice di godere una buona o molto buona salute. E noi gliene auguriamo ancora di più.

Come mai Eurostat pubblica questa roba? Dovete sapere che oggi è il World Health Day, e quindi il cronicario globale pullula di storie del genere, un’altra delle quali – che ho giudicato imperdibile – la pubblica Ocse.

Il consumo di anti depressivi è raddoppiato dal 2000, sicuramente grazie ad articoli come questo (e al marketing delle compagnie farmaceutiche), ma come vedete noi mediterranei ce la caviamo bene. Siamo ancora sparagnini. In Grecia, per dire, i depressi sono il 4,7% della popolazione, come si premura di farci sapere l’istituto greco di statistica. Al contrario, i ricchi sono un filo più depressi. a dimostrazione del fatto che il denaro non solo non fa la felicità, ma neanche la salute.

Prendete i tedeschi. Oggi il loro istituto di statistica ha rilasciato una sfilza di dati che deprimerebbe chiunque, e probabilmente ha lo stesso effetto anche su di loro, visto che s’impasticcano più di noi. Insomma questo è il succo: surplus del bilancio pubblico, aumento delle esportazioni, aumento della produzione, persino il mercato immobiliare, rimasto stitico per un ventennio, ha iniziato a crescere al ritmo del 6,7% su base annua, più di Londra (5,7) e persino dell’Olanda (6,4). Così almeno ci fa sapere Eurostat, nella sua ultima release sul mercato immobiliare. A livello aggregato nell’eurozona i prezzi sono cresciuti del 4,1%, nell’ultimo quarto 2016 rispetto al quarto 2015. Anche in Italia. Senza il 4 però: solo lo 0,1%, ma va bene così.

Insomma i tedeschi vanno alla grande: cosa potrebbe andare storto?

Giusto questo. Depressi, solitari y final.

Ma siccome è venerdì e voglio chiudere in bellezza una settimana bellissima (per qualcuno di sicuro) vi saluto con i dati sul nostro commercio al dettaglio che a febbraio hanno segnato un robusto calo dell’1% in valore e del 2,4% in volume rispetto a febbraio 2016. Non è che siamo diventati tutti grossisti. E’ che mangiamo meno, fra le altre cose. I prodotti alimentari sono diminuiti in valore dell’1,2% e in volume del 4,8. Ed è proprio questa la buona notizia: lo sanno tutti che mangiare troppo fa male. E dobbiamo invecchiare sani, mica solo poveri.

A lunedì.

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