Cronicario: Offresi cavia per sperimentare gli effetti del lusso


Proverbio del 29 gennaio Ingannami sul prezzo, ma non sulla qualità della merce

Numero del giorno: 656.000.000 Risarcimenti versati dallo stato italiano per ingiusta detenzione dal 1992 a oggi a 26.412 persone

L’ennesimo scandalo automobilistico che ha coinvolto i colossi tedeschi, che hanno fatto pippare gas di scarico di auto diesel – i peggiori – a un manipolo di cavie ha convinto tutti che non è possibile permettere a questi cattivoni di fare cose del genere e passarla liscia. Anche perché mica si sono limitati a inquinare gli uomini, ‘sti balordi, ma hanno usato anche cavie animali, capito? Delle povere scimmiette.

Ora usare cavie umane è un conto: dopotutto quella monnezza la respiriamo ogni giorno e siamo pure felici di estinguerci così. Ma le scimmie? La deriva del capitalismo pseudo-ambientalista deve essere assolutamente arrestata prima che vengano fuori altre nefandezze e magari le scimmie si incazzino sul serio.

Anche perché mica c’è bisogno di scomodare altri primati. Noi uomini, che siamo un po’ il top della fascia, siamo felicissimi di prestarci alle sperimentazioni. Lo facciamo con i farmaci, i gas di scarico e c’è una fila sicura di quelli che s’offrono di provare i nuovi IPhone e soffrono quando non ci riescono. Figuratevi se un giorno dovesse venire fuori che gli smartphone cuociono il cervello.

A me più che questo spaventa il fatto che, secondo il Financial Times, Apple si appresta a chiudere il miglior trimestre di sempre con gli analisti a stimare un utile superiore a 18 miliardi di dollari. Ma lo spavento diventa curiosità quando leggo che il quarto trimestre 2017, quello record, è il primo che incorpora le vendite del mitico IPhone X, per cui uno pensa che i 29 milioni di esemplari venduti abbiano in qualche modo contribuito. Epperò leggo altrove che le vendite non sono state considerate soddisfacenti, tanto che l’IPhone X scomparirà entro fine anno perché Apple pensa di far uscire tre nuovi modelli (tre) l’autunno prossimo per la gioia dell’esercito dei selfie.

Ora, cara industria delle cose belle e lussuose, oltre che vagamente futili, che non mi posso permettere: nel caso dovesse occorrerti una cavia disposta a sperimentare tutte le cose pericolose che produci conta pure su di me. Offro un impegno a tempo pieno, riservatezza e anche una rinuncia ad alcuni diritti civili, se serve.

Sono tentato di mettere a tacere il mio demone consumistico insoddisfatto, che divora quel che resta dei miei neuroni, quando leggo con un certo sconcerto che la Coldiretti è preoccupata che il nostro beneamato Mister T terremoti il nostro export di beni alimentari che negli Usa trova uno dei suoi bengodi. Ballano 40 miliardi di esportazioni che finiscono nel mucchio dei soldoni che gli Usa pagano al nostro commercio estero. Cerco di immaginarmi ritorsioni raffinate abbastanza da far pagare agli yankee un eventuale dazio sul parmigiano. Ma poi capisco che per loro il made in Italy è come per noi l’Iphone: sono dipendenti. E quindi mettessero pure i dazi. Noi aumenteremo la stagionatura.

A domani.

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