Cronicario: La love story dello Zerovirgola fra Giappone e Italia


Proverbio del 14 febbraio Una gioia copre cento dolori

Numero del giorno 118 Incremento % utili di Baidu nel IV trimestre 2017

Siccome è San Valentino e il vostro Cronicario è schiavo come ognuno delle ricorrenze, oggi dovrei mandarvi dei fiori e parlare d’amore riuscendo persino a non addormentarmi nel frattempo.

Ma siccome il Cronicario è sempre il Cronicario e notoriamente voi siete assetati di aridi numeri, approfitto del pretesto che mi offrono gli ultimi dati del pil italiano, cresciuto nientemeno che dello 0,3 nell’ultimo trimestre 2017, per raccontarvi una love story poco conosciuta e tuttavia sotto gli occhi di tutti: l’attrazione fatale fra noi e i giapponesi, esperti come noi nella pratica della crescita Zerovirgola. Per dire, hanno nell’ultimo trimestre 2017 hanno fatto lo 0,1% su base trimestrale e lo 0,5 su base annua e festeggiano pure. “Credo non ci si sbagli a dire che l‘economia si trova in uno stato piuttosto buono”, ha detto alla Reuters il capo economista di Dai-ichi Life Research Institute Yoshiki Shinke.

Si festeggia anche perché il Giappone è riuscito a infilare il suo ottavo trimestre consecutivo di crescita. Un miracolo paragonabile all’apparizione della Madonna, visto che si verifica a intervalli similarmente ampi. In questo caso, non succedeva dal 1989. E guardate adesso noi.

Abbiamo inanellato il nostro quattordicesimo rialzo consecutivo, portando la crescita 2017 all’1,5, il triplo di quello del Sol Levante. Siamo meglio dei giapponesi: per questo ci amano Siamo i giapponesi dell’Ue. Nel senso che siamo gli ultimi della classe dell’EZ per crescita, ma con grande dignità.

Notate come la curva della crescita dell’Eurozona incroci quella Usa, e poi aprite le orecchie perché anche oggi risuona il frastuono allarmato dei gufi di mestiere, che si sono accorti che l’inflazione Usa è cresciuta più del previsto, arrivando al 2,1% su base annua. Basta questo a far ripartire la tiritera che le borse calano perché hanno paura che la Fed alzi i tassi prima e più del previsto. Roba talmente stucchevole, specie in un giorno di festa, che preferisco cedere al sadomasochismo e osservare la Germania che ha fatto lo 0,6 di Pil in più sul trimestre precedente e il 2,9 su base annua stracciando tutti.

Dovendomi consolare noto soddisfatto che la nostra crescita è stata poca ma buona, perché ci stanno dentro sia la domanda interna che quella estera netta. E per giunta mamma Istat mi rassicura riportando che pure se adesso andassimo piatti per tutto l’anno, comunque chiuderemmo il 2018 con un +0,5%.

Leggo persino un economista della nostra Nomisma sottolineare che nel 2017 “si sono cominciati a vedere gli effetti del consolidamento fiscale e delle riforme strutturali, dal Jobs Act a Industria 4.0”. Vedete quanto somigliamo al Giappone? E questo tizio non è neanche l’ultimo giapponese. E’ il primo di una lunga serie.

A domani.

 

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