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Cronicario: L’unica certezza è il governo-navigator


Proverbio del 7 marzo La cosa migliore è sapere quando finirla

Numero del giorno: 13.3 Crescita % commercio on line in Italia a gennaio

Annunciazione, annunciazione: il governo è solido. Talmente che neanche un treno ad alta velocità riuscirà a farlo deragliare dal binario del cambiamento sul quale sta guidando il paese.

Lo hanno detto, addirittura in coro, Vicepremier Uno (o Due, fate voi) e Due (o Uno, fate voi), mentre dalle fumose stanze di palazzo Chigi usciva una nota fantastica sulla Tav secondo la quale “saranno necessari ulteriori incontri non essendoci un accordo finale”.

Merita una menzione anche il riferimento del Palazzo alla circostanza che “sono emerse criticità che impongono una interlocuzione con gli altri soggetti partecipi del progetto, al fine di verificare la perdurante convenienza dell’opera e, se del caso, la possibilità di una diversa ripartizione degli oneri economici, originariamente concepita anche in base a specifici volumi di investimenti da effettuare nelle tratte esclusivamente nazionali”.

Ma questa momentanea incertezza ferroviaria poco ci riguarda. Quel che conta è che il governo c’è e ci sarà anche domani. Alla faccia di Eurostat che intanto pubblica grafici come questo e quello dopo.

Ora, a parte il pi negativo, per il quale è già pronta una soluzione, se vi preoccupa la disoccupazione, state sereni. Perché qui arriva la seconda certezza che ci fa dormire tranquilli: arrivano i navigator, ossia i 6.000 disoccupati che, una volta impiegati (una volta in senso stretto) dovrebbero aiutare a trovare lavoro agli altri disoccupati (nel frattempo in calo) che comunque avranno nell’attesa il reddito di sanchopanza. I navigator sono una certezza certissima. Pare che almeno 60.000 parteciperanno al bando diffuso dalle autorità, ove fra i requisiti richiesti c’è anche quello di essere specialisti di reddito di cittadinanza. Visto che i navigator non lo prendono (per ora) meglio che sappiano come funziona per dopo, avranno pensato quei geni del governo. Senza contare che ormai la Norma di Civiltà è stata finalmente innalzata al rango di disciplina scolastica.

Conosceremo presto questi navigator, eroici avanguardisti che conducono il triste disoccupato lungo l’oceano procelloso del mercato del lavoro italiano fino a un porto sicuro e a tempo indeterminato.

Eroici avanguardisti come quelli del governo, ‘sti navigator. Forse sono gli stessi.

A domani.

Cronicario: Col navigator m’è dolce naufragare in questo mare


Proverbio del 28 gennaio Ingannami pure sul prezzo, ma non sulla merce

Numero del giorno: 32.000 Aumento imprese in Italia nel 2018

Adesso che finalmente anche il primo giornale d’Italia dedica una pagina al reddito di parannanza, con pezzo autografo di un illustre consigliori dei governanti del cambiamento con spiegati perché, percome e soprattutto perquanto, appare chiaro che finalmente anche da noi è stato legalizzato l’uso dello stupefacente. Ragionamento stupefacente,  intendo. Leggete questo stralcio preziosissimo: “L’impatto macroeconomico del Reddito di cittadinanza può essere di notevole importanza, sia sull’efficienza del mercato del lavoro, in termini di aumento di occupazione e produttività, da realizzarsi con il miglioramento dei Cpi, la riqualificazione formativa dei lavoratori, e la batteria di incentivi inseriti, sia su alcuni aspetti macroeconomici che riguardano il moltiplicatore dei consumi, l’output gap e il recupero di spazio fiscale nel bilancio”.

Non avete capito? Andiamo avanti: “L’afflusso degli scoraggiati presso i Cpi (centri per l’impiego), permetterebbe di rivedere al rialzo il tasso di partecipazione alla forza lavoro, che nella metodologia europea contribuisce alla crescita del Pil potenziale. Si aprirebbe così uno spazio fiscale aggiuntivo che può essere utilizzato per aumentare l’occupazione evitando di far crescere in percentuale il deficit strutturale a livelli passibili di sanzioni comunitarie”.

Vabbé, facciamola semplice: diamo soldi alla gente sperando che così si iscriva alle lista di disoccupazione, in modo che aumentando i disoccupati possiamo fare più deficit (senza fare incazzare l’Ue) e così facciamo diminuire i disoccupati. Parola di professore universitario (e immaginatevi che fortuna gli studenti ad avercelo) prestato alla politica della cornucopia con scappellamento keynesiano.

Pensate quanto sono scemi in Europa. Non avevano neanche pensato che si poteva fregarli in questo modo e per giunta con le loro stesse regole. E, soprattutto, state pur certi che neanche se ne accorgeranno.

Nell’attesa che si compia la beata speranza e l’inattivo diventi finalmente disoccupato, rimane da trovare i fenomeni che, grazie ai prodigiosi centri per l’impiego, troveranno lavoro entro 100 chilometri (o 100 minuti in bus) a tutti quelli che lo chiederanno.

Nessun miracolo: sono gli stupefacenti navigator, che proprio come un gps attaccato al vostro curriculum, vi condurranno – novelli Virgilio – lungo gli altopiani del lavoro che non c’è ma che si vede. Nel senso che il lavoro lo vedono solo loro: i navigator: ne devono assumere 6.000.

Molti sospettano che saranno gli unici a trovare lavoro grazie al reddito di parannanza. Ma solo perché non hanno letto un’altra dichiarazione stupefacente, stavolta rilasciata dal Gran Mogol degli industriali. “I tempi sono maturi – ha oracolato – per costruire un vero patto per il lavoro insieme a Cgil, Cisl e Uil”.

Che fa il paio con quest’altra, diffusa dal capataz della banca d’intesa nazionale. “Il reddito di cittadinanza può essere fatto meglio. Ma ora destiniamo le risorse ha chi ha bisogno e poi pensiamo se bisogna migliorarlo”.

E’ chiaro perciò che viviamo tempi stupefacenti. Sarà dolce naufragare in questo mare. Col navigator però.

A domani.