Etichettato: istat conti nazionali

Cronicario: Gli italiani risparmiano di più (grazie alla dieta)


Proverbio del 12 aprile Un amico nel bisogno è un amico fedele

Numero del giorno: 340.000.000 Valore delle esportazioni italiane in Cina di robot

Siccome è venerdì vi lascio con un doppione di buone notizie che fa il paio (letteralmente) col diluvio di grandi novità positive che disegnano la bellissima destinazione che ci attende alla fine di questo percorso.

La prima buona notizia arriva dall’Istat, la seconda da Coldiretti che senza neanche parlarsi fra loro hanno condiviso una rara rappresentazione del genio italico, purtroppo misconosciuto (ma ci stiamo rifacendo). Cominciamo dall’Istat, che ha pubblicato una bellissima ricognizione dei nostri conti nazionali, dai quali si evincono un sacco di buone notizie, fra le quali questa: il risparmio sta tornando a crescere.

Per farvi vedere lo straordinario progresso che abbiamo fatto, l’istituto ci fa pure un bel disegnino.

Guardate bene che ci sono un sacco di informazioni sopra. Per dire: vedete quell’istogrammino blu nel 2018 del grafico di sinistra che misura la spesa per consumi finali? Noterete che va in senso inverso alla curva del risparmio.

Ora ve lo spiega la Coldiretti. Leggete qua: la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari, dice la nostra, è ferma nel 2018 con un incremento complessivo di appena lo 0,3% rispetto al 2017. Per giunta il “seppur lieve aumento della spesa è dovuto quasi esclusivamente alla crescita dei prezzi medi dei prodotti e non alle quantità messe nel carrello”. Veniamo a sapere pure che la spesa alimentare è la seconda voce di spesa per le famiglie dopo l’abitazione e pesa 244 miliardi l’anno. Ora, i più svegli hanno già capito, ma forse vi serve un altro disegnino per capire come abbiamo fatto ad aumentare il risparmio.

Buon appetito. E buon week end.

 

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Cronicario: Abbiamo rivisto il deficit, sta bene e ci saluta


Proverbio del 22 settembre Corvi con corvi non s’accecano fra loro

Numero del giorno: 682 Morti sul lavoro in Italia nei primi otto mesi del 2017

Abbiamo rivisto il deficit: sta bene e saluta tutti. E’ in forma e promette di mantenere la sua taglia, anche se tende un po’ a ingrassare, e bisogna capirlo, ormai ha i capelli bianchi. Dice pure che è bene intenzionato a rispettare i parametri europei, ma con calma e per favore, perché siamo un grande paese e l’Europa non può trattarci a decimali in faccia. Quindi ha preso e se ne andato tutto contento perché l‘Istat, che ha rivisto oltre al deficit anche il debito del 2016, ha certificato che quest’ultimo è diminuito di una cosetta nel corso dell’anno: dal 132,6 al 132%, nientemeno.

E il deficit? L’hanno rivisto, appunto: è aumentato da -2,4% a -2,5%. Un decimale appunto, giusto un buco in meno sulla cintura del nostro risparmio pubblico.

Nulla, infatti. Vedremo adesso che presentano il DEF, che doveva arrivare oggi ma slitta a domani, che è sabato e la gente è distratta. Intanto ricordo a chi distratto non è, ma magari è smemorato, che il governatore Visco ha detto non più tardi di ieri che se si vuole portare il debito sotto il 100% in dieci anni serve un avanzo primario del 4%, a fronte dell’1,5 attuale.

Mentre il deficit ci girava la spalle, sorridente e ben nutrito, ci siamo trovati di fronte all’ira funesta dei cinesi contro S&P che ieri l’ha declassati e oggi, dopo gli strali del governo di Pechino, ha pure tolto la tripla A ad Hong Kong, che è un po’ la Cina off shore. Una delle poche tripla A rimaste al mondo. Se potessimo parlare ai cinesi diremmo loro di non rimanerci male: quando S&P ti declassa vuol dire che ormai sei entrato a pieno titolo nell’economia internazionale.

La migliore della settimana, però, se l’aggiudica il nostro beneamato Draghi che, parlando a Dublino ed evocando inconsciamente Papa Francesco (d’altronde SuperMario è il Papa laico) ha detto che “i giovani non vogliono vivere con i sussidi, vogliono lavorare e allargare le proprie opportunità” e che i governi devono darsi da fare per “rispondere alle loro richieste”.

Se fossi giovane, tanta attenzione mi spaventerebbe. Per fortuna l’anagrafe è dalla mia.

A lunedì.