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Cronicario: Il deficit cambia colore, diventa green


Proverbio del giorno Pietà e obbedienza sono le radici dell’umanità

Numero del giorno: 1.000.000 Costo immobiliare di una camera di hotel a Capri

Finalmente: siamo a un punto snodale dell’evoluzione economica europea. Ma che dico europea: italiana. Questo passaggio storico è stato pazientemente costruito attingendo alla sapienza del luogo comune, com’è d’uopo che sia in una realtà sinceramente democratica come quella in cui abbiamo la fortuna di abitare che ha elevato la vox populi, meglio se social, a vox dei. Ma che dico dei: mei.

Ve la faccio semplice: il nostro problema (del governo, ndr) è che siamo costantemente in rosso perché siamo al verde. Poco fa l’Istat ha dato un’occhiata al futuro e si è depressa insieme al nostro pil.

E come se non bastasse il centro studi di Confindustria vede nero. Anzi Zero, sempre come il pil che minaccia di andare in recessione mentre adesso siamo a “crescita zero” e soprattutto lo saremo anche l’anno prossimo. Potremmo invece avere uno zeroquattro di crescita (sempre nel 2020) ” se l’aumento delle imposte indirette venisse annullato e finanziato interamente a deficit”.

Capito che aria tira? No? Allora sentite che dice il ministro dell’economia che non rima più con Mammamia ma comunque suscita ampi timori rassicuranti. Specie quando dice che il governo ha un piano.

E che piano!  Addirittura un piano per il rilancio degli investimenti pubblici e privati. Che novità eh? E non sapete il meglio. Il piano avviene infatti “con una forte interfaccia europea” che sta pensando “a un piano europeo per la mobilitazione di investimenti per 1.000 miliardi con l’European green new deal”. Non state a chiedervi da dove dovrebbero arrivare questi 1.000 miliardi: non si interrompe un’emozione. E soprattutto, ecco la nuova parola magica che fa ribollire quest’emozione: green. Siamo in rosso perché siamo al verde, ma grazie al verde il rosso diventa green.

Tanti auguri.

A domani.

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