Cartolina: Il miracolo giapponese


Guardo sorpreso il notevole miracolo compiuto dalle economie di mezzo mondo fra il 2006 e il 2016, riuscendo a far crescere il debito globale, già esorbitante, a un livello ancor più elevato. Al netto del caso tedesco e argentino – e mai economie e motivi furono più differenti – tutti gli altri paesi censiti dal Fmi hanno aumentato il peso delle proprie obbligazioni, col Giappone a far scuola, visto che ormai s’avvia deciso verso il 400 per cento del pil. Laggiù, come da noi a ben vedere, il governo conduce questa crescita felice, sfiorando ormai il 240 per cento di debiti sul pil dal 184 del 2006. D’altronde da allora il Giappone non ha risparmiato calcioni all’economia, afflitta da oltre un ventennio di crescita anemica e inflazione rasoterra, pure a fronte di una sostanziale piena occupazione. Il governo non si è (non ha) risparmiato e tuttavia l’economia giapponese è sempre la stessa: forte e insieme pigra. Un gigantesco lottatore di sumo avanti con l’età. La sua irritante indifferenza agli stimoli fiscali e monetari contraddice tutto ciò che pensiamo di sapere sul funzionamento dell’economia. E questo in fondo è il vero miracolo giapponese.

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