Cronicario: Il botto di Mps per gli auguri di Buon Natale


Proverbio del 22 dicembre Non sappiamo se vinciamo o perdiamo, ma possiamo sempre far festa

Numero del giorno: 1,8 Crescita percentuale delle retribuzioni reali in Germania nel III Q 2016

Mi piace un sacco chiudere il Cronicario per le feste col botto di Mps, che in questi giorni ci ha tenuto compagnia e chissà per quanti altri altri – visto che siamo solo all’inizio – ci toccherà sopportarne adesso il ronzio. Perché l’avete sentito il botto no?

boom

Si, questo. Ieri il Parlamento ci ha intrattenuti con la migliore eloquenza possibile per spiegarci i perché e i percome, mentre i fantomatici emiri del Qatar svanivano come ombra sotto il mezzogiorno di fuoco di un aumento di capitale insostenibile per qualunque privato, anche se emiro. E poi Mps faceva sapere di avere soldi per quattro mesi. In sostanza: era ben avviata verso il fallimento.

Ma poi è arrivato il botto. Nazionalizzazione, come la PrivatBank Ucraina, che infatti il vostro Cronicario preferito (essendo l’unico) vi aveva già anticipato per tempo, ricordando le ultime parole famose: #statesereni. Ve l’avevo detto che arrivava Babbo Natale col sacco riempito dalle vostre tasse. E ora chi può attinga. Già mi immagino la file, l’anno prossimo. E state certi che sarà un piacere raccontarvela quest’altra farsa italica.

Nel frattempo il proverbio di oggi del Cronicario, malgrado sia malese, mi sembra il commento migliore a tutta la vicenda nostrana: non sappiamo (e in fondo neanche ci interessa) se vinciamo o perdiamo ma possiamo sempre far festa.

buone-feste

Di fronte a tutto ciò, il resto del cronicario globale impallidisce. Vale la pena però, se amate gli amarcord, fare un salto da Bloomberg, che riepiloga i numeri più interessanti del 2016. Qui ve ne riporto giusto un paio che mi sembrano proprio da Cronicario: alla metà di dicembre il mercato borsistico Usa capitalizzava il 38% del totale delle borse mondiali. Noi italiani pesiamo l’1%. E parliamo pure. La seconda riguarda invece la Cina, che nel 2016 ha speso per acquisizioni in Usa e Europa 163 miliardi, più di quanto abbiamo fatto nei tre anni precedenti. E ora chiedetevi chi comandi nel mondo.

tunoo

A parte Mps, di casa nostra vale la pena segnalare la nuova release sul commercio estero dell’Istat, relativa a novembre, che segnala export e import in espansione rispetto ad ottobre e rispetto all’anno scorso. In grande spolvero la crescita di esportazioni verso Usa (+15,4%) e Giappone (+14,2%). E poi c’è quest’altra notizia, che rimane ai margini del cronicario globale, ma che qualcuno ha saggiamente osservato.

bitoiin

Bitcoin sta conoscendo la sua ennesima primavera speculativa, che incoraggia le più svariate speculazioni sulle ragioni. Quella di moda in questa fine d’anno è l’indebolimento dello yuan che spinge i cinesi a comprare moneta virtuale. Se vi piace, credeteci pure. Male non fa.

Infine, come lettura post prandiale vi suggerisco l’ultimo bollettino economico della Bce. Ottima per la digestione e l’abbiocco. Ma anche per scoprire come mai malgrado la robusta crescita del mattone i prezzi al consumo siano rimasti fermi. Non ci avevate pensato eh? A questo serve la Bce.

Infine, due parole su di noi. Il Cronicario è ancora un bebé su questo blog ma già ha un gran numero di affezionati, che saluto caramente. Non so se piace il tono semiserio, oppure il fatto che propone informazioni clandestine lette con l’occhio storto del cronista da marciapiede. Quello che so è che qui siamo molto contenti di ospitarlo, e quindi lo faremo anche in futuro, finché un giorno, divenuto grande, magari emigrerà altrove.

Quindi rassicuratevi. Il Cronicario ora chiude per un po’ ma tornerà a gennaio. Quando meno ve l’aspettate.

Buone feste.

 

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