Etichettato: recovery fund

Cronicario. Spendino siori spendino


Proverbio del 24 luglio Il pane del povero è duro e le sue giornate lunghe

Numero del giorno: 14,9 Aumento mensile export extra Ue a giugno in Italia

L’avrete notato, sì, che siamo tutti più felici? Da quando l’Ue, non più matrigna ma finalmente mammona, ha detto che ci da li sordi, improvvisamente l’italiano è impazzito di gioia.

Impazzito proprio. Guardate i politici. Non sanno – letteralmente – come spendere i soldi che peraltro neanche hanno ancora e figuratevi che succede se e quando arrivano. Meglio ancora: ne vogliono ancora. Mes, scostamenti di bilancio: chi più ne ha più ne spenda.

Qualche fenomeno vuole rifare addirittura la Bicamerale  – che porta sfiga solo a nominarla – cioé quell’attrezzo che negli anni Novanta doveva cambiare la Costituzione – per decidere come usare li sordi dell’Ue. Ossia fare da dispensario delle millemila pulsioni spenderecce di una classe politica – e vi risparmio le altre classi – per la quale i soldi fanno la felicità.

E’ così che va il mondo. Anzi che spende.

Buon week end.

Cronicario. Arrivano li sordi dell’Ue (o di chiunque)


Proverbio del 27 maggio Chi vive sobriamente vive come un re

Numero del giorno: 75.100.000.000 Importo annuo pensioni dipendenti pubblici

Tanto tuonò che piovvero, li sordi. La commissione Ue metterà 750 miliardi nel suo Recovery fund, più dei 500 ipotizzati dai tirchi, meno dei mille sognati dai prodighi, in un esercizio di contabilità salomonicamente politica.

Dicono che 500 di questi miliardi saranno aiuti e il resto prestiti. Col che è facile prevedere una robusta stimolazione degli appetiti di molti governanti, a cominciare dai nostri. E infatti il commissario Gentilissimo, o come si chiama, che si occupa di cose economiche in Europa parla subito di “svolta senza precedenti”.

Addirittura all’Italia toccherebbero 172,7 miliardi: 81,807 miliardi di aiuti e 90,9 come prestiti.

Mentre lustro il portafoglio dalla polvere che intanto s’è accumulata dentro, visto che finalmente potrò tornare a riempirlo, mi sollazzo parecchio a leggere di quella genia nostrana che, proprio oggi che arrivano li sordi…

dice che in fondo ce ne possiamo anche infischiare dell’Europa. Mica c’è bisogno che li sordi ce li dia la cattivissima Ue, dice in un impeto di vibrante patriottismo economico. C’è anche il Fmi.

Tranquilli, mica vuole la Troika. Vuole solo che il Fmi emetta nuovi diritti speciale di prelievo, dopo aver letto (?) e sicuramente capito bene (??) un articolo del Financial Times che proponeva una cosa del genere per aiutare i paesi in via di sviluppo, ai quali evidentemente noi apparteniamo.

Mi aspetto che prima della fine della giornata qualcuno ricorderà la nostra perpetua amicizia coi cinesi, che all’occorrenza li sordi ce li potrebbero dare pure loro, ma sennò vanno bene pure gli americani, che ci allattano dai tempi del dopoguerra.

Chiunque siano, i benefattori, per loro vale un’esortazione che ormai è storia.

Poi ve li ridiamo, li sordi. Con calma.

A domani.

 

Cronicario. Btp Italia? Recovery (very very much) Fund


Proverbio del 20 maggio Difficile evitare la freccia di un amico

Numero del giorno 240.000.000.000 Valore richieste moratorie sui prestiti in Italia

Sono davvero fiero dei miei connazionali. E’ bastato un rendimento minimo dell’1,4 su quinquennale – quando il decennale rende poco di più – e per giunta collegato all’inflazione, con dentro un piccolo premio fedeltà dell’8 per mille (che fa tanto beneficenza) una spruzzatina di commissioni bancarie azzerate e un odore di tassazione agevolata al 12,5%, ed ecco confezionato il perfetto cocktail patriottico: il nuovo BTP Italia per l’emergenza Covid.

Infatti sta vendendosi alla grande. Dieci miliardi in due giorni, mica bruscolini. Ai geni che applaudono ai nuovi patrioti conquistati a carissimo prezzo – al cuore non si comanda, ma al portafoglio sì – vorrei chiedere se davvero conviene pagare questi tassi ai nostri concittadini danarosi, oppure versare lo zeroqualcosa di interessi a babbo morto per il famigerato MES, che serve sempre per le spese sanitarie. Ma conosco già la risposta.

E sono persino sicuro che gli stessi geni avranno da ridire se mai l’Ue riuscirà a mettersi d’accordo per varare ‘sti benedetti fondi comuni per l’emergenza sanitaria, che dovranno essere restituiti, ma sempre in minor quota rispetto a quanto potremmo chiederne, visto che abbiamo la disgrazia di essere i più fortunati beneficiati dal coronacoso. Ma anche qui, non mi faccio illusioni.

Perché sia chiaro: noi dall’Europa accettiamo solo regali, e non dobbiamo neanche ringraziare. Non ci provassero neanche a chiederci i soldi indietro e a ficcare il naso su come spenderli. E soprattutto, non stiano a contare gli spiccioli. Va bene i fondi Recovery, purché, oltre ad essere gratis, siano very very much. Come i tassi del Btp Italia.

A domani.